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La Mitologia di un popolo non va confusa con la sua Religione, certamente; esistono, però, tra le due, intimi rapporti perchè la mitologia, per la parte che riguarda gli Dei, costituisce la fede e le credenze di quel popolo ed è il presupposto sia delle feste religiose e dell'organizzazione istituzionale che delle cerimonie del culto pubblico e privato.
La Mitologia, in definitiva, è stato il substrato della fede, perfino tra gli uomini più dotti del tempo: Platone si mostrava convinto della divinità di Elios e di Selene; Socrate si dissociava davanti ai giudici da Anassagora, colpevole di aver considerato il sole (Elios) come una pietra e la luna (Selene) come il terreno.
E' necessario distinguere tra cerimonie del culto e feste religiose popolari.
Gli ordini sacerdotali addetti al culto delle varie Divinità (in Grecia, come per tanti altri popoli) conservavano intatta la liturgia così come tramandata dalla tradizione, preoccupandosi di evitare il pericolo di contaminazioni o interpolazioni successivamente elaborate.
La liturgia delle masse popolari, invece, si nutriva di aggiunte o modificazioni originate dal contatto con le credenze di altri popoli, provocando così delle alterazioni, più o meno marcate, nelle originarie eleborazioni dei miti.
Due esempi utili per dimostrare questa tesi:
Nei misteri Eleusini ogni sacra memoria relativa al culto di Demetra era mantenuta, e restò, immune da ogni profanazione, e così era anche, in origine, per le feste in onore di Dioniso, in Atene.
Ma le feste per Dioniso lentamente si trasformarono in cerimonie orgiastiche e misteriose, fino al punto che, introdotte in Roma con il nome di Baccanali, non furono più riconosciute dallo Stato romano come feste religiose e perciò osteggiate o almeno frenate nell’eccessiva licenziosità.
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