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Periodo |
Informazioni generali |
Argomenti di riferimento |
| Località: Dogali (Eritrea, vicino Massaua) |
1887, 26 gennaio |
Il col. De Cristoforis e il suo gruppo di circa 500 soldati italiani vengono attaccati dagli abissini di ras Alula e tutti uccisi |
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| Cheren (Eritrea, NW di Asmara) |
1889: 2 giugno |
Due colonne italiane guidate dai maggiori Escard e Di Majo travolgono gli abissini di Barambas Cafel |
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| Agordat (Eritrea) |
1890: 27 giugno |
Una colonna italiana attacca e sbaraglia un forte gruppo di ribelli dervisci |
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1893: 21 novembre |
Il col. Arimondi, alla guida di truppe italiane ed indigene, sbaraglia le bande derviscie dell'emiro Ahmed Alì |
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| Cassala (Sudan, frontiera Eritrea) |
1894: 17 luglio |
I dervisci vengono sbaragliati dal gen. Baratieri, alla guida di truppe italiane ed indigene, che occupa la città |
Il 19/12/1897 la città sarà ceduta all'Inghilterra |
| Coatit (villaggio del Tigré, nel Nord Abissinia) |
1895, 13 gennaio |
Le truppe guidate dal ras Mangascià tentano di invadere l'Eritrea, ma vengono sbaragliate dalle forze italiane guidate dal gen. Baratieri |
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| Senafé (Eritrea) |
1895, 15 gennaio |
Ras Mangascià ed i suoi abissini sono duramente battuti dalle truppe italiane del gen. Baratieri |
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| Amba Alagi (massiccio fin oltre i 3400m., fra Macallè ed Ascianghi) |
1895, 7 dicembre |
Una colonna italiana, guidata dal magg. Toselli, nonostante l'eroica resistenza viene sterminata da truppe abissine più volte superiori in numero |
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| Macallé (villaggio fortificato fra Adua e l'Amba Alagi) |
1895, 20 dicembre |
Il magg. Galliano, alla guida di un battaglione indigeno, resiste all'assedio degli abissini respingendo tutti gli attacchi fino all'arrivo dell'ordine di resa da parte del Comando superiore |
Galliano riceverà l'onore delle armi ed una scorta nemica fino alle postazioni italiane; morirà nella batttaglia di Adua |
| Abba Carima (ad est di Adua) |
1896, 1 marzo |
4mila ascari ed una batteria italiana, guidati dal gen. Albertone, senza attendere l'arrivo di altre colonne già in marcia, attacca nella conca di Adua gli abissini, mettendo in allarme l'intero esercito del negus Menelik, forte di 100mila uomini. Dopo 4 ore di battaglia, gli italiani vengono distrutti e il gen. Albertone è consegnato al negus |
E' questo l'episodio iniziale e determinante per gli esiti sfavorevoli agli italiani nella battaglia di Adua |
| Adua (capitale del Tigré) |
1 marzo 1896 |
Tre colonne italiane di 14mila uomini, guidate dal gen. Baratieri affrontano 100mila abissini guidati dai ras Maconnen, Michael, Mangascià e Alula. La colonna del gen. Albertone attacca prematuramente e viene sconfitta; vengono quindi poi attaccate la colonna centrale del gen. Raimondi ed infine quella del gen.Da Bormida. Le riserve guidate dal gen. Ellena vengono anch'esse battute dall'incredile superiorità numerica degli abissini; il negus Menelik vince la battaglia intera sugli italiani |
Gli abissini riportano 20mila perdite a fronte dei 6mila italiani caduti (compresi i gen. Arimondi e Da Bormida con 270 ufficiali); purtroppo la crudeltà abissina comporterà la mutilazione della mano dx e del piede sin. degli ascari presi vivi, mentre i feriti verranno trucidati ed i morti derubati e oltraggiati |
| Lafolé (Somalia) |
1896, 25 novembre |
Il console generale Cecchi, con una colonna di ascari guidati da ufficiali della Marina italiana cadono in una imboscata e sono trucidati da indigeni agli ordini del sultano Ghedelì |
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