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Italiano>Cronologia Storica

Name Periodo Informazioni generali Argomenti di riferimento
Isonzo 23/6 - 7/7/1915 Le truppe della 2 e 3 armata italiana attaccano le postazioni austriache tenute dalla 5 armata del gen. Boroevic. La conquista è lenta a causa dei numerosi reticolati di difesa, ma costante I battaglia
18/7 - 3/8/1915 Gli italiani tentano la conquista di Plava, M. Sabotino, Podgora, S. Michele e Sei Busi; la strenua resistenza austriaca consente di prendere solo poche posizioni intermedie II battaglia
21/10 - 4/11/1915 Gli italiani riescono a prendere S. Michele, ma la forte difesa delle mitragliatrici e l'assalto di reparti ungheresi costringe al ripiegamento verso quote più basse, lasciando S. Michele III battaglia
10/11 - 4/12/1915 Con gravi perdite da ambo le parti prosegue l'alternata conquista e perdita di posizioni; gli austriaci sono costretti a chiedere rinforzi dagli altri fronti di guerra, ciò favorirà gli alleati degli italiani (russi, francesi e inglesi) IV battaglia
Verdun febbraio - agosto 1916 Le armate germaniche assaltano violentemente le zone fortificate sulla Mosa, difese dai francesi di Petain. Gli iniziali successi tedeschi sono frenati in 7 mesi di battaglie accanite dai francesi, favoriti anche dallo spostamento di truppe germaniche sul fronte dell'Isonzo
Isonzo 11 - 26 marzo 1916 Per alleggerirer la pressione dei germanici guidati dal Kronprinz a Verdun, vengono sferrati numerosi attacchi dagli italiani, che ottengono successi nelle zone di S. Martino del Carso V° battaglia
San Michele del Carso 29 giugno 1916 Teatro di aspri combattimenti per due lunghi anni, queste 4 cime del Carso sono tristemente famose per la morte di 11mila italiani attaccati di sorpresa con i gas asfissianti, un nuovo e crudele mezzo di guerra Grazie al fortuito volgersi del vento in direzione degli austriaci, le truppe italiane di riserva riconquistano le trincee perdute, ancora piene dei loro morti per asfissia. Il 6 agosto, nel corso della VI battaglia S. Michele sarà ripreso fin oltre il Vallone del Carso.
Asiago maggio - giugno 1916 La 3° e 11° armata austro-ungarica guidata dall'arciduca Eugenio, superiore in mezzi ed uomini, travolge la 1° armata italiana del gen. Pecori Giraldi. L'avanzata viene frenata e poi fermata a Passo Buole, Pasubio, Novegno, Belmonte, Zovetto Lemerle, Zebio e su altre posizioni. Le perdite italiane sono enormi.
17/6 - 20/7/1916 La 1° armata italiana, ricevuti i rinforzi, muove al contrattacco costringendo gli austriaci ad arretrare notevolmente dalle posizioni avanzate raggiunte
Isonzo 6 - 17 agosto 1916 Respinti gli austriaci ad Asiago, gli italiani assaltano i reticolati nemici superando, tra attacchi e contrattacchi, le contese posizioni di Sabotino, Podgora, Oslavia, S. Martino e S. Michele, Sei Busi, Doberdò. Viene anche presa e superata la città di Gorizia VI battaglia
14 - 17 settembre 1916 Perduta Gorizia, gli austriaci creano un nuovo fronte nel Vallone del Carso - Hermada, M. Santo. S. Gabriele, S. Marco; la nuova linea difensiva è rinforzata da truppe distolte dal fronte russo per cui viene fermato l'attacco italiano VII battaglia
10 - 12 ottobre 1916 Il Vallone del Carso è conquistato dagli italiani che si impadroniscono di Nova Vas, di quota 208 e 144 e dell'altura del Sober (Gorizia) VIII battaglia
31/10 - 4/11/1916 Ulteriori attacchi italiani fanno ancora arretrare le difese austriache; sono prese le posizioni di Pecinka, Volkoniak e Dosso Faiti IX battaglia
12/5 - 4/6/1917 Nel settore di Gorizia, gli italiani prendono le posizioni austriache di M. Kuk e M. Vodice. Nel settore del Carso, dopo la presa di Castagnevizza, Hudi Log e pendici dell'Hermada, il contrattacco austriaco ridimensiona i progressi italiani X battaglia
Carso: Castagnevizza maggio - agosto 1917 Durante la X e XI battaglia dell'Isonzo, questo villaggio del Carso è talmente conteso tra le due armate da rimanere completamente distrutto Il Carso, a oriente di Monfalcone-Gorizia, fu teatro di innumervoli scontri nelle trincee al punto di essere considerato teatro di una lunghissima, ininterrotta battaglia durata 30 mesi (posizioni principali: Sei Busi, Devetaki, Jamiano, Flondar, q. 144 e 208, Nova Vas, Hermada, Hudi Log, Selo, Pecinka, Veliki, Korite, etc.)
Isonzo: Bainsizza 19 - 28 agosto 1917 Inizia l'XI battaglia su questo altopiano: la 2 armata italiana, guidata dal gen. Capello travolge la Isonzo Armée del gen. Boroevic sospingendo gli austriaci fin sull'orlo del Vallone di Chiapovano XI battaglia
Isonzo 18/8 - 5/9/1917 Mentre Capello travolge gli austriaci fino a Chiapovano, la 3 armata del duca d'Aosta, sul Carso, conquista molte posizioni: Selo, Korite, S. Giovanni di Duino e Castagnevizza. Alle perndici dell'Hermada, invece, i numerosi mezzi e truppe austriache bloccano l'avanzata italiana XI battaglia
24/10 -10/11/1917 I germanici decidono di concetrare gli sforzi contro l'Italia: a Caporetto, la 14 armata guidata dal gen. tedesco von Below, preceduta dal lancio di gas asfissianti rompe il fronte e dilaga nella valle; le posizioni elevate degli italiani restano isolate mentre prima l'ala sinistra della 2 armata italiana e poi l'intera armata sono costrette a ritirarsi. Il gen. Cadorna ordina la ritirata su una nuova linea difensiva: Pasubio-Asiago-Grappa-Piave. XII battaglia. Dopo la ritirata dell'armata di Cadorna, il gen. Diaz subentra nel comando supremo degli italiani
Monte Grappa novembre - dicembre 1917 Gli austriaci del gen. Krauss attaccano violentemente i reparti difensivi della 4 armata italiana del gen. Di Robillant riuscendo a prendere alcune posizioni, ma la cima del monte rimane inviolata per la strenua difesa italiana Il massiccio del Grappa comprendeva le posizioni di: Pertica, Asolone, Col della Beretta, Col Caprile, Tomba, Monfenera, Fontanasecca, Solarolo, Valderoa, Col Moschin e Col dell'Orso
Piave novembre - dicembre 1917 La 3 armata del duca d'Aosta, ritiratasi dal Carso, si attesta sulla riva destra del Piave il 9 novembre. Tutti i tentativi austriaci sono respinti; anche la testa di ponte sull'ansa di Zenson è sbaragliata bloccando gli avversari sulla riva sinistra.
Monte Pasubio 13 marzo 1918 Una colossale mina austriaca fa crollare numerose posizioni italiane, ma i reparti della brigata Piceno respingono l'assalto: è l'epilogo di una continua lotta di mine e contromine nel periodo 1917/18 Monte Pasubio, occupato dagli italiani dal maggio 1915 fu teatro di una continua lotta di riconquista austriaca, vanificata dalle difese italiane che, grazie agli alpini, ottennero anche parziali successi
Asiago giugno 1918 La generale grande offensiva austriaca sull'intero fronte della linea Grappa-Piave porta a sanguinosi combattimenti su questo altipiano, specie sul M. Fior, Sisemol, Valbella, Cima Echar, Tondarecar e Kaberlaba Inizia l'attacco austro-ungarico nel tentativo di approfittare della sconfitta italiana di Caporetto per risolvere vantaggiosamente la guerra che si protrae dal 1915
Piave 15 giugno 1918 La 6 armata dell'arciduca Giuseppe e l'Isonzo Armée del gen.Wurm, guidate da Boroevic affrontano il gen. Diaz che guida l' 8 armata del gen. Pennella (zona del Montello) e la 3 armata del duca d'Aosta. Gli austriaci traversano il fiume in più punti e prendono il Montello, ma le sacche di resistenza consentono ai rinforzi di intervenire in tempo e ricacciare indietro gli austriaici nei giorni successivi. Nei giorni dal 16 al 21 giugno il contrattacco italiano riesce a respingere di là del fiume le forze attaccanti; tra il 22 e 23 il Piave è ripreso e le sacche di resistenza italiana rimaste vengono soccorse. Tra le migliaia di caduti, ricordiamo l'asso dell'aviazione italiana Francesco Baracca, caduto sul Montello
Monte Grappa 24 ottobre 1918 Il 24 ottobre viene sferrata una grande offensiva italiana dalla 4 armata del gen. Giardino allo scopo di far intervenire le riserve austriache stazionanti a Belluno e nella conca di Feltre; l'attacco continuerà di giorno e di notte fino al 28 ottobre; il 29 avrà luogo la battaglia decisiva di Vittorio Veneto Con l'attacco portato a Vittorio Veneto molte unità austriache del Grappa cederanno alla pressione italiana fuggendo dalle posizioni occupate
Sernaglia 27 ottobre 1918 Mentre la 4 armata sferra l' attacco sul Monte Grappa, la notte del 27 ottobre le armate del Piave, con il fiume in piena ed il fuoco nemico di sbarramento, iniziano la costruzione di ponti per traversare il fiume. Il gen. Zoppi, dell'8 armata del gen. Caviglia, con una unità d'assalto occupa le posizioni austriache fino a Soligo, ma rimane isolato per due giorni in attesa dei rinforzi Il gen. Caviglia, resosi conto che Zoppi era rimasto isolato e che non gli era possibile far costruire i ponti in tempo utile, il giorno 28 passa il Piave in una zona adiacente a quella stabilita e risale il corso del Piave per soccorrere le truppe d'assalto
Vittorio Veneto 24 ottobre - 4 novembre 1918 Il 29 ottobre tutte le Armate italiane passano il Piave per la grande offensiva: debellate le resistenze austriache, inizia l'inseguimento fino a Conegliano, quì un gruppo continua verso Sacile mentre il corpo d'assalto dirige su Vittorio Veneto. L'armata austriaca è divisa in due tronconi incalzati e travolti dagli italiani: il comandante supremo germanico, mar. von Arz ordina la ritirata generale. Alle ore 15 del 4 novembre 1918 termina la battaglia di Vittorio Veneto e ha luogo l'armistizio di Villa Giusti (Padova), firmato da Pietro Badoglio e dal generale austriaco, Victor Weber von Webenau. Ultimo caduto di questa guerra, pochi istanti prima delle ore 15, il sottotenente Villasanta (di Cagliari), che con un manipolo di bersaglieri si era scontrato col nemico al bivio di Paradiso, vicino Udine.


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Documenti storici: BOLLETTINO DELLA VITTORIA

Comando Supremo
4 Novembre 1918, ore 12


La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 Maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi è vinta.

La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso Ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuna divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una cecoslovacca ed un reggimento americano, contro settantatre divisioni austroungariche, è finita.

La fulminea e arditissima avanzata del XXIX corpo d'armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria.
Dal Brenta al Torre l'irresistibile slancio della XII, dell'VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente.
Nella pianura, S.A.R. il Duca d'Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute.

L'Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell'accanita resistenza dei primi giorni e nell'inseguimento ha perdute quantità ingentissime di materiale di ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi.
Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecentomila prigionieri con interi stati maggiori e non meno di cinquemila cannoni.

I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.

Diaz



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