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Informazioni generali

Paolo Diacono, lo storico per eccellenza, li descrive così: Tosavano la loro chioma tutt'intorno fino alla nuca e lasciando cadere i capelli ai due lati fino alla bocca.
I vestiti erano ampi, fatti di lino e intessuti di vari colori.
Portavano calzari aperti con lacci di cuoio intrecciati e, montando a cavallo, indossavano calzoni e gambali di lana.
Usavano inoltre spolverarsi i capelli d'oro in segno di autorità e di rosso vivo in segno d'ira e di coraggio, partendo per la battaglia
.
Alti ed energici, marcantoni violenti e un po' puzzolenti (non amavano assolutamente lavarsi), sono chiamati Longobardi perchè portano lunghe alabarde; secondo alcuni, lunghe barbe.
Di loro restano monumenti, documenti e gioielli artistici che parlano dei Longobardi come di un grande popolo, un popolo di cui non conosciamo la lingua. Come per gli etruschi, un mistero.
E i Longobardi? Svaniti nel nulla.
Ma, pur vinti dai Franchi di Carlo Magno, non vengono mai cacciati, come, per esempio Goti e Ostrogoti.
Rimangono, diventano gli italiani del nord.
E longobarde sono molte parole del nostro dizionario (baruffa, faida, federa, panca, schiaffo, stamberga, stucco...) insieme a tanti nomi di luoghi.
Governano bene i Longobardi e, onestamente, non sono poi così barbari.
Il loro dominio si estende fino al cuore dell'Italia.
Il guaio è che hanno rapporti sempre più tesi con la Chiesa e, quando la frizione giunge al massimo, la lotta è di potere...Inutilmente re Desiderio cerca di stringere un'alleanza coi Franchi, pronti a scendere in armi dal nord della Francia a favore del Papa.
Concede in sposa a Carlo Magno la figlia Ermengarda, ma non basta. La ragione di Stato ha il sopravvento.
Ermengarda, ripudiata, si rifugia a Brescia, nel convento di San Salvatore, dove muore dal dolore.
Carlo Magno scende in Italia nel 773 ed assedia Desiderio a Pavia e il figlio Adelchi a Verona.
La lotta è impari. Verona cede quasi subito, Adelchi fugge a Costantinopoli e anche Pavia si arrende dopo ben dieci mesi di assedio: re Desiderio, prigioniero, finirà i suoi giorni in Francia, nel monastero di Corbie.



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