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All'inizio del XII secolo numerose tribù turco-mongole vivevano nell'altopiano stepposo dell'Asia centrale, simili per lingua e cultura, nomadi per necessità e costumi di vita, questi gruppi si erano uniti in piccoli clan per lo più famigliari, indipendenti tra loro, armati e decisi a difendere i loro pascoli e le mandrie.
Tra questi spiccavano per importanza e ricchezza d'armenti quelli dei Keraiti, dei Tartari e dei Naimani (si tratta di popolazioni che vennero identificate con i Mongoli attraverso l'azione unificatrice di Gengis Khan).
Generalmente prive di contatti stabili, e definitivi tra loro, si erano uniti saltuariamente in comune, per opporre una resistenza efficace contro i minacciosi Kirghisi, e contro i Tungusi Liao abitanti, le regioni settentrionali della Cina, ma si trattò sempre di brevi e sporadiche alleanze, essendo totalmente privi di una comune volontà politica o dinastica.
I Tartari giungeranno dappertutto con Gengis Khan, ed avranno numerosi contatti con il mondo slavo; in particolare si stabiliranno nell'odierna Russia.
Queste tribù, inizialmente, non essendo autosufficienti, per integrare il sistema di vita nomade (abiti, derrate alimentari, oggetti artigianali ecc.) compivano, saltuarie incursioni nei ricchi e vicini territori cinesi.
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