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‘Abd al-Rahman († 788), un nipote di Hisham, sfuggito agli avversari, si rifugiò nel Maghreb e, qualche anno dopo, sbarcato in Spagna, conquistò Córdoba (756), fondandovi un emirato ommayyade.
Per lunghi anni ebbe a lottare contro i capi arabi e berberi, e alla fine il suo regno si estese su tutta l'Andalusia.
Sotto i suoi successori immediati lo Stato si consolidò, malgrado le rivolte che sconvolsero le grandi città, quali Córdoba e Toledo.
‘Abd al-Rahman III (912-961), ulteriormente consolidato e unificato lo Stato, si proclamò califfo, rivendicando in tal modo di fronte agli Abbasidi la sua autorità spirituale e aumentando di fronte ai suoi sudditi il proprio prestigio.
Córdoba diventò una grande capitale, e il punto di partenza di ogni spedizione contro l'esigua parte della penisola (Navarra, León) rimasta cristiana.
Alla fine del X sec., il califfato raggiunse l'apogeo sotto il regno di Hisham II (976-1013), specie dopo che il ciambellano (hagib) Muhammad Ibn Abu ‘Amir, vinta la coalizione dei sovrani cristiani, si impadronì di Santiago di Compostella (997), per cui s'intitolò Al Mansur ("il Vittorioso").
Il dominio islamico si estese allora fino al Duero, circondato e protetto da "marche", territori di confine governati da capi militari.
La popolazione araba era in minoranza, ma fortemente accentrata nelle città con numerosi feudi e/o domini nelle campagne.
Più numerosi i Berberi, che erano tuttavia diluiti nella più abbondante massa di popolazione autoctona (tra cui i mozarabi rimasti cristiani) e gli "slavi", mercenari, prigionieri di guerra.
Tutto questo governato da una corte, tipicamente orientale, fastosa come quella di Bagdad, e ugualmente organizzata, così come l'amministrazione.
Solenne il cerimoniale, sontuose le residenze (tra cui Madinat al-Zahra').
Córdoba fu ornata di uno stupendo alcázar e della Grande moschea.
Splendida la fioritura poetica, quanto quella degli studi religiosi, favoriti dalla costituzione di un'immensa biblioteca (per volere di Al-Hakam II, 961-976).
La decadenza cominciò con la morte di Al-Mansur (1002).
Nel giro di trent'anni, la potenza ommayyade naufragò nelle congiure, rivolte e defezioni che prepararono la grande anarchia, conosciuta sotto il nome di periodo dei "Reyes de Taifas" dal 1031.
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