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Informazioni generali

Se è esistita una qualche forma di architettura araba indigena, essa avrebbe potuto svilupparsi solo nello Yemen, giacchè, per quanto riguarda la parte settentrionale dell'Arabia:
la tenda costituiva l'abitazione usuale,
l'aria aperta il tempio,
le sabbie del deserto la tomba.
L'abitante delle oasi aveva un'architettura grossolana, rappresentata da edifici di mattoni seccati al sole, coperti da tetti piatti di legno di palma e argilla, privi di decorazioni.
Anche il Santuario nazionale dell'Higiaz, la Ka'ba, era una struttura primitiva a forma di cubo senza tetto, al tempo di Maometto; era stata costruita da un falegname cristiano copto, recuperando il legno da alcuni relitti di navi.

La tecnica artistica molto sviluppata, presente in diverse costruzioni, fu appresa dall'Egitto ellenizzato e dalla Siria e non è tipicamente araba.
Nella Moschea (dall'arabo masgid, luogo dove prostrarsi) vi è un compendio dello sviluppo della civiltà islamica nei suoi rapporti interrazziali ed internazionali.
La semplice Moschea di Maometto a Medina, prototipo generale della moschea pubblica nel I secolo dell'Islam, consisteva in un cortile aperto verso il cielo, circondato da mura di argilla cotta al sole.
Il tetto era formato da tronchi e fronde di palma e fango e un tronco fungeva anche da pulpito (minnbar).
L'avanzata verso l'Asia occidentale e l'Africa settentrionale permise agli Arabi di apprendere nuove cognizioni tecniche ed abilità.


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Questa tecnica, modificata secondo le condizioni locali, diede origine alla cosiddetta arte saracena, araba, mussulmana.
La prima Moschea eretta in un paese conquistato fu quella di al-Basra, dapprima come spazio aperto delimitato da canne, poi ricostruita con argilla e mattoni (libn).
Lo stesso avvenne ad al-Kufa, dove più tardi Ziyad innalzò un colonnato.
Un accampamento islamico importante fu quello di al-Fustat (Cairo vecchio), dove sorse la Moschea di Amr, come semplice edificio quadrato senza nicchia e senza minareto.
Dove i mussulmani si stabilirono in città già esistenti vennero usate le antiche costruzioni.
Il mihrab, nicchia che indicava la direzione della preghiera, fu aggiunto alla successiva struttura della Moschea di al-Walid.

La prima ad avere il mihrab, che divenne un elemento di tutte le Moschee con carattere eminentemente sacro, fu la Moschea di Medina.

Un'innovazione profana fu la Maqsura, zona adibita al Califfo.
Anche il minareto fu introdotto dagli Ommayyadi e assunse la forma della torre indigena di osservazione.

Tra gli edifici più importanti ricordiamo la Cupola della Roccia a Gerusalemme, erroneamente detta Moschea di Omar.
Si innalza in uno dei luoghi più sacri della terra, venerata da comunità ebraiche, pagane, cristiane e musulmane.
L'iscrizione kufica sulla cupola è uno dei più antichi scritti islamici esistenti.
Qui si verificò un cambiamento radicale rispetto al vecchio modello, con l'introduzione del mosaico e di altri elementi decorativi e con una cupola che doveva superare in bellezza quella del Santo Sepolcro.
Per i mussulmani, la cupola non aveva solo interesse architettonico e artistico, ma era il simbolo vivente della loro fede.
Fu eretta nel 691 d.C. dal califfo Abd al-Malik, sulla roccia sacra 'oscillante', che secondo la leggenda giudaica costituisce la pietra di fondazione e l'asse del mondo, mentre secondo la tradizione islamica fu il punto da cui partì il Profeta per l'ascensione al cielo.
E' una costruzione ottagonale con doppio colonnato interno e una cupola lignea portata da un alto tamburo.
Accanto al tipo della Moschea-cortile si diffuse in Persia il tipo della Moschea a 'chiosco' in cui alla cupola fu preposto un portale (ivan)



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