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Gassanidi, dall'arabo Banù Gassàn.
Dinastia di emiri arabi che ebbe origine da una tribù di beduini, provenienti forse dall'Arabia meridionale.
Stabilitisi nella regione a sud-est di Damasco, formarono tribù arabe della Palmirene (Siria) e Palestina, tra il III sec. e il 636 d.C.
Il loro regno, influenzato dalla civiltà siriaca e dal cristianesimo, raggiunse l'apogeo nel sec. VI d.C., quando, divenuti alleati dell'Impero bizantino, col titolo di filiarchi, custodirono i confini del territorio romano dalle incursioni dei nomadi e si contrapposero ai Lakmidi, alleati dei Persiani.
Fornendo a Bisanzio contingenti di truppe a cavallo, contribuirono alla vittoria sui Persiani; protessero anche gli interessi commerciali e politici lungo alcune direttrici di traffico.
Cristiani monofisiti, entrarono in urto con gli imperatori romani eterodossi. Il primo emiro ghassanide di cui sia storicamente provata l'esistenza fu Al-Alàrit (+ 570 c.ca).
I Gassanidi decaddero fino a scomparire in seguito alla conquista musulmana.
La loro civiltà, nata da un insieme di elementi arabi, siriaci, greci e iranici, raggiunse un altissimo livello artistico in opere di pubblica utilità (dighe, canali, serbatoi, bagni, palazzi, teatri, chiese...) Il tipo più diffuso delle loro abitazioni era quello a peristilio, d'impianto ellenistico.
Tale planimetria avrebbe avuto un influsso determinante nella formazione del gusto musulmano, fornendo il modello a tutte le ville omayyadi del deserto giordano.
Sembrano dell'epoca ghassanide anche i resti di circa trecento tra città e villaggi disseminati sulle pendici orientali e meridionali del Mauran.
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