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I crociati così si diressero verso Costantinopoli, ma qui incontrarono la resistenza della cittadinanza, che non ne voleva sapere dei latini.
L’imperatore deposto venne rimesso sul trono senza spargimento di sangue, poiché il fratello usurpatore era fuggito dalla città.
Ma i crociati pretesero che accanto all’imperatore fosse nominato, con lo stesso titolo, anche il figlio (il quale naturalmente aveva intenzione di mantenere fede agli impegni contratti a Zara, soprattutto con Dandolo, l'ultranovantenne doge veneziano, che aveva fornito a credito il nolo delle navi per il viaggio, pattuito una somma ben precisa e stabilito precisi privilegi).
Tuttavia, il tesoro della capitale era vuoto, il patriarca e il popolo si rifiutavano di riconoscere il Papa come capo della Chiesa universale e non avevano alcuna intenzione di pagare i debiti dell’imperatore, né di concedere privilegi ai crociati e ai veneziani.
Per queste ragioni la popolazione insorse uccidendo sia l’imperatore, che il figlio.
I crociati per venali motivi decisero di vendicarsi: irruppero nella città e per tre giorni la saccheggiarono orrendamente, proclamando l'Impero latino d'Oriente, dimenticandosi del tutto la spedizione contro Gerusalemme.
A capo della chiesa bizantina fu posto un nuovo patriarca, che cercò di avvicinare la popolazione locale, greca e slava, al cattolicesimo.
Il papato, ufficialmente, condannò il massacro, ma quando vide che l’imperatore eletto ed il patriarca gli riconoscevano piena supremazia su tutta la chiesa cristiana d’Oriente e d’Occidente, decise di accettare il fatto compiuto.
Tuttavia, più ancora che il papato o i feudatari, fu Venezia a trarre i maggiori profitti dalla conquista dell’impero bizantino, del cui territorio essa aveva occupato i 3/8: in particolare, inoltre, i mercanti veneziani riuscirono ad ottenere per le loro merci l’esenzione dai dazi in tutti i paesi dell’Impero.
L’impero latino d'oriente inizia a crollare dopo poco più di mezzo secolo, nel 1261, sotto l’urto dei Bulgari e degli Slavi, oltre che degli stessi ultimi incapaci governanti bizantini; questi ultimi aiutati dai genovesi, ma anche dai barbari che prima combattevano.
Il fatto più strano fu che i nuovi re dei primi due paesi, che stavano costituendo (nella decadenza bizantina) ognuno il proprio regno (Bulgaria e Serbia), furono appoggiati dal Papa.
Roma temeva che, prima o poi, con la presenza veneziana sugli interi Balcani (l'intera costa dalmata e greca era già della Serenissima) si realizzassero alleanze o con i tedeschi o con i normanni.
In un caso o nell'altro, lo Stato della Chiesa veniva a trovarsi in mezzo stritolato da tre parti.
Bisanzio in seguito si libererà dei latini, sopravvivrà per altri 200 anni, ma non tornerà più al suo antico splendore.
I Turchi oltre che conquistarla, ne faranno la capitale del loro Stato.
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