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Informazioni generali

Gli antichi ricollegavano l'origine etnica dei Rutuli con il popolo Etrusco: Rutulus (che significa rosso) è un nome etrusco e Turno, il mitico re di Ardea, era reso in greco con Tyrrenos.
Per l'affinità della loro lingua con quella parlata a nord del tevere, furono anch'essi ritenuti Tirreni, vale a dire Etruschi.

Lo studioso Massimo Pallottino, invece, considera i Rutuli un popolo di stirpe latina e attribuisce il particolare legame con gli Etruschi alla forte influenza etrusca in quest'area del Lazio antico, anche perché la pianura costiera dove si trova Ardea, chiusa a sud dai monti e dalle paludi, si apriva invece a nord verso le distese pianeggianti dell'etruria meridionale marittima.
Nell'XI secolo a.C., gli insediamenti sul territorio erano formati da villaggi sui pianori, poco distanti l'uno dagli altri.
I villaggi erano composti da piccoli gruppi di capanne, a pianta ovale o circolare, con una struttura di pali di legno, tetto di paglia e pareti di rami o canne ricoperte da un intonaco di argilla.
La posizione geografica di Ardea, tra la valle del Tevere e quella dell'Astura, a metà strada tra Ostia e Anzio, consentì ai Rutuli di controllare le vie del traffico e di inserirsi nella fitta rete di scambi commerciali e culturali che avvenivano tra l'Etruria e la Campania, tra la costa e l'entroterra laziale.
Sempre sul litorale Ardeatino gli antichi ricordano l'esistenza del celebre Afrodisium (un santuario cosmopolita dedicato a Venere) come uno dei più grandi empori commerciali della costa laziale, punto di contatto tra il mondo greco e il mondo latino.
Ardea diventa il centro sociale, politico e religioso che comunica direttamente con il mare mediante l’ultimo tratto dei due corsi d’acqua che delimitano i pianori tufacei sui quali sorge. Ha uno scalo marittimo (Castrum Invii), legato ai più antichi commerci delle coste laziali, che la pone al centro della via di comunicazione tra il mondo etrusco e quello greco.


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La società urbana dei Rutuli

Questa situazione rese possibile, ad Ardea, un processo di grandi trasformazioni economiche, sociali e culturali che culminerà, nel VII secolo a.c. con la formazione della città e con la definitiva organizzazione della società urbana.
L'aumento demografico della popolazione ardeatina incrementò l'ulteriore sviluppo del commercio, dell'artigianato locale e dell'agricoltura con il dissodamento e la bonifica dei terreni incolti.
Si fabbricano asce, armi (tra cui le famose spade ardeatine di grande perfezione tecnica, oggetti di ornamento personale come fibule, anelli, braccialetti, collane).
Nella lavorazione della ceramica viene usato il tornio per una produzione non più solo familiare.
Il processo di urbanizzazione ha fatto di Ardea uno degli esempi più noti e citati di città arcaica per la sua posizione strategica, il suo impianto urbanistico, il suo imponente sistema di triplici fortificazioni.
Nel VI-V secolo, Ardea aveva una superficie urbana di 40 ettari, un territorio di 198,5 Kmq (quattro volte quello attuale), una popolazione complessiva presunta di oltre 8000 abitanti.
La grandiosità dei templi arcaici e degli altri monumenti pubblici dell'Acropoli e della Civitavecchia sono la manifestazione della "fortuna" di Ardea come centro politico, economico e religioso dei Rutuli: "il popolo che in quella età e in quella regione era il più potente per le sue ricchezze".



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