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Altamura era uno degli insediamenti peuceti più importanti, situato lungo il percorso di un'antica via di comunicazione che sarebbe diventata la Via Appia.
Il nome della città deriverebbe dalla bella regina dei Mirmidoni, Altea, da cui Altilia, il nome primitivo della città.
Non meno suggestivo è l'altro etimo proposto: Alterum Ilium (altra Troia) per cui Altamura entra nel piano provvidenziale che, dopo la caduta di Troia, porta Enea alla fondazione di Roma.
Tra la fine del V e gli inizi del IV sec. a.C., Altamura assumeva una fisionomia ben precisa con la costruzione della cinta muraria megalitica che chiudeva l'acropoli e parte della collina.
Questa esigenza di difesa scaturiva dalle pressioni dei principali centri lucani da un lato e dalle mire espansionistiche di Taranto dall'altro.
L'economia del centro peuceta si basava sull'allevamento del bestiame e l'artigianato, che aveva il suo maggior sviluppo nella filatura e nella tessitura della lana.
Importanti erano i contatti con le colonie della Magna Grecia, in un primo tempo con Metaponto e successivamente con Taranto; tali rapporti sono testimoniati dal ritrovamento di monete e di vasi di pregiata fattura.
Inoltre sono attestati rapporti con l'area dauna e con la vicina Enotria (Basilicata orientale).
Numerosi furono anche i contatti e le guerre con i Messapi.
Altri centri peuceti furono Bari (Barium) e Ruvo.
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