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Secondo le fonti antiche l'Enotria occupava un vasto territorio tra le colonie greche di Poseidonia e Metaponto e gran parte della Calabria settentrionale.
I centri enotri in Basilicata erano realtà cantonali corrispondenti ai diversi bacini fluviali.
Le valli fluviali, in questo territorio montuoso e pieno di boschi, rappresentavano le principali vie di comunicazione tra Ionio e Tirreno.
Nel IX secolo a.C. gli abitati enotri erano situati su alture per controllare il territorio e gli itinerari.
Si trattava di piccoli abitati di capanne, con organizzazione sociale ancora di tipo tribale, basata su semplici rapporti di parentela.
L'economia era basata essenzialmente sull'agricoltura, anche se era sviluppato l'artigianato come dimostrano i ricchi manufatti in bronzo.
Aristotele, filosofo greco del IV secolo av.C., riferisce che Italo, un successore di Enotro (un greco trasferitosi nella regione con le sue genti), diede agli Enotri leggi e istituzioni, (sissizi, ossia pasti comuni o riserve alimentari collettive), trasformandoli da pastori in agricoltori sedentari.
Da Italo la regione avrebbe assunto il nome di Italia.
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