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Incomincia così, a partire dalla metà del V secolo, una specie d'immigrazione guerriera.
I primi pare fossero Iuti e Sassoni, condotti da Hengist e Horsa e invitati, secondo la tradizione, da un Guothigerno, signore di Kent, il cui paese finì per diventare loro preda.
Altri Sassoni immigrati occuparono il paese intorno al regno di Kent (Canzia); più tardi sopravvennero gli Angli che si stanziarono più al Nord.
Nella prima metà del secolo successivo troviamo già costituiti sette piccoli regni: Kent, Sussex, Wessex, Essex, Northumberland, Estanglia, Mercia.
I Britanni, a loro volta, divisi in regni minori, si ritrassero sempre più verso occidente, difendendo tenacemente la loro terra.
In questa lotta nazionale spicca la figura leggendaria di re Arturo.
Il Cristianesimo, ricacciato ma non distrutto, riprese la sua rivincita sui barbari con Etelberto, re di Kent, che aveva sposato Berta, principessa cattolica franca.
Era allora pontefice Gregorio Magno, che mandò a convertirli il monaco irlandese Agostino (596), ciò che non avvenne senza contrasti.
Da quel momento anche gli Anglosassoni entrano nell'orbita della civiltà occidentale; il clero comincia a esercitare il suo ascendente nei consigli della corte e nell'amministrazione delle province.
Testi ed immagini per gentile concessione di: Paolo Pastore – Popoli Antichi
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