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Informazioni generali

La datazione di un insediamento umano nel territorio di Savona può essere collocata nel periodo neolitico, cioè intorno al 5000 a.C.
Tra i reperti preistorici sono stati trovati scheletri di uomini e di animali, selci, corna di cervo lavorate, reperti purtroppo scomparsi durante la seconda guerra mondiale a seguito dei bombardamenti del Museo Civico dove erano custoditi.
Gli scheletri dei primi abitanti savonesi rivelarono caratteri somatici molto simili a quelli dei cavernicoli del Finalese, caratteri propri dell'uomo di Cromagnon a seguito di incroci con altre razze.
Nel Neolitico, la rocca che verrà chiamata Priamar (da "Pria a ma", "Pietra in mare") era circondata dalle acque, all'infuori di una breve striscia di terra che l'univa al Monticello, offrendo un asilo ed un rifugio contro gli assalti delle fiere e dei nemici e contro le calamità naturali. I ritrovamenti archeologici relativi alla dorsale rocciosa che va dal Priamar al Monticello, ubicazione del primo insediamento stabile, sono attribuibili a varie epoche, permettendo di considerare come continuativo tale insediamento dalla stazione all'aperto dell'età della pietra, una delle prime della Liguria, al periodo preromano ed all'età romana.

Sulle origini del nome di Savona sono state fatte diverse ipotesi, tra le quali quella che lo vuole derivato da Saone (figlio di Giove e Taigete) o dal cartaginese Sago o Sagone che avrebbe riedificato la città dopo una distruzione della medesima operata dai Romani.
Citata per la prima volta da Tito Livio come alleata dei Cartaginesi, Savona entra esplicitamente nella storia.
Nel narrare le vicende della seconda guerra punica lo storico romano la ricorda come "Savo, oppidum alpinum". L'aggettivo "alpinum", riferito aduna città di mare, può suscitare qualche perplessità, ma bisogna ricordare che Savona ha l'inizio delle Alpi immediatamente alle spalle.
La citazione si riferisce al 205 a.C., però è almeno dal IV secolo a.C. che la tribù dei Sabazi, proveniente dalle colline dell'interno, abita la zona fra Savona e Vado (lo testimoniano ritrovamenti archeologici del 1969 e del 1976 effettuati dall'Istituto Internazionale di Studi Liguri).
Le sorti di "Savo, oppidum alpinum" si legano decisamente al mare.
Sempre Tito Livio ci informa sulla conquista della Liguria occidentale da parte dei Romani, conquista che può essere considerata definitiva nel 7 a.C., sotto l'imperatore Augusto, dopo una lotta durata circa ottant'anni, anni nei quali inizia la decadenza di Savona.
Bisognerà aspettare il dissesto dell'Impero Romano per vedere nuovamente cambiata la situazione.
Con la crisi e la successiva caduta dell'Impero Romano d'Occidente le invasioni barbariche in Italia si succedono a ritmo quasi costante, ed anche la zona fra Savona e Vado ne è interessata (prima i Visigoti di Alarico, poi i Vandali di Odoacre, quindi gli Ostrogoti di Teodorico).
Savona, che per alcuni secoli aveva dovuto cedere il suo primato alla vicina Vado, ritorna adesso in primo piano per merito della zona rocciosa e sopraelevata del Priamar e delle sue possibilità difensive.
L'appoggio dei bizantini permette alla città di diventare il centro economico e militare della regione e tale posizione sarà mantenuta fin quasi alla metà del VII secolo d.C., quando, e precisamente nel 643, il re longobardo Rotari distrugge i principali centri della Liguria che gli abbiano opposto resistenza, tra i quali Savona.



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