Top: International: Italiano: Società: Storia: Civiltà: Città Antiche: Popoli Italici: Lazio: Trebula


[ history ]

Informazioni generali

Il centro abitato di Trebula Mutuesca sorgeva non molto lontano dall'attuale Monteleone Sabino, non lontano dalla valle del Turano, che, con molta probabilità, ricadeva nel suo territorio.
L'esistenza di abitati preromani è attestata dalla presenza di alcune cinte costruite in opera poligonale con blocchi di calcare rozzamente sagomati su alcune alture site nei pressi dell'insediamento romano.
Non sono molte le citazioni di Trebula Mutuesca nelle fonti classiche che possono darci informazioni sulla vita e sulla società dell'antico centro sabino, ormai romanizzato.

La divinità maggiormente venerata a Trebula era senza dubbio la dea Feronia.
Una divinità con un culto ampiamente diffuso, sempre nell'area centroitalica, da Rimini fino a Terracina, da ricordare subito al di là del Tevere il santuario principale della dea, Lucus Feroniae, legato all'agricoltura ed alla fertilità.
Numerose sono le dediche a Feronia ritrovate nell'area dell'antica Trebula.
Particolarmente importante quella di Q. Pescennius, il quale aveva donato per l'abbellimento e la costruzione del tempio, tre colonne e la crepidine di pietra posta davanti a loro.
E' probabile che il tempio dedicato a Feronia sorgesse nei pressi della chiesa di S. Vittoria, dove fu individuato e scavato a due riprese un deposito votivo, dal quale furono recuperati numerosi reperti, tra i quali un cospicuo numero di teste in terracotta, parti anatomiche, statuette zoomorfe ed una notevole quantità di ceramica a vernice nera, materiali del tutto simili a quelli di area romana.
Questi reperti sono tutti databili con buona approssimazione alla prima metà del III secolo a.C., non molto dopo quindi la definitiva conquista della Sabina, avvenuta nel 290 a.C., ed è probabile che attestino il fiorire dell'abitato in seguito all'arrivo degli assegnatari romani.


[ history ]

Lo sviluppo di Trebula fu però lento, dato che quando Lucio Mummio, console nel 146 a.C. e conquistatore di Corinto, inviò come donativi a molti centri italiani, ed anche spagnoli, numerose sculture, nei due donativi inviati a Trebula questo centro veniva definito come un vicus, un villaggio quindi che non aveva ancora raggiunto la dignità di città.
La costituzione a municipio fu raggiunta da Trebula abbastanza tardi, probabilmente dopo la guerra sociale degli inizi del I secolo a.C. o forse anche in età augustea.

Un consistente numero di informazioni sulla vita pubblica del piccolo municipio sabino può essere ricavata da un cospicuo corpus di iscrizioni, riutilizzate nella costruzione della chiesa di Santa Vittoria.
Le rovine di Trebula furono anche teatro della disfatta di una banda di saraceni che vi si era insediata.
Sabini e reatini, riorganizzatisi al comando del reatino Takeprandus, attaccarono gli arabi, probabilmente nei primissimi mesi del 915, dato che, nel racconto del monaco Benedetto di s. Andrea in Flumine, che, sia pur succintamente, ha narrato lo scontro armato, l'accadimento appare precedere di poco la battaglia decisiva sul Garigliano, dove i saraceni stanziati nelle aree più interne si erano rifugiati, subito dopo la sconfitta di Trebula.



 All text is available under the terms of the GNU Free Documentation License. (See Copyright Policy for details.) 
© Open-Site Foundation, Inc.
Hosted by Android Technologies, Inc. the medical robotics news source.
Visit our sister sites dmoz.org | mozilla.org | chefmoz.org | musicmoz.org