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La città di Tivoli è collocata sulle pendici dei monti Tiburtini, lungo l'Aniene, nei pressi della grande cascata che il fiume forma ai piedi dell'antica acropoli.
La ricchezza delle sue acque, la felice posizione strategica sulla via dei traffici verso l'Abruzzo, la fertilità del suo territorio e le condizioni climatiche favorevoli contribuirono, in età protostorica, a creare le condizioni per insediamenti spontanei stabili che determinarono i presupposti per la fondazione della città.
Secondo Virgilio, la città fu fondata da Tiburto o Tibumo, personaggio mitico originario di Argo, i cui fratelli parteciparono alla guerra contro Troia a fianco dei Greci; per Catone invece la città ebbe origine da Catillo, comandante della flotta di Evandro; infine Dionigi di Alicamasso ci parla di Tibur come di una colonia dei Siculi, dai quali prese il nome di Siculeto e successivamente dagli aborigeni i quali la chiamarono Polistephanon cioè Corona della Città.
Le prime attestazioni archeologiche dell'antica Tibur sono costituite dalla sua cinta muraria di IV secolo a.C., di cui restano visibili ancora alcuni tratti. L'asse viario principale, che determinò l'orientamento della città, era costituito dalla via Tiburtina, che la collegava direttamente a Roma, sotto la cui egida venne a trovarsi già dal 380 a.C..
Nel II secolo a.C., un forte sviluppo edilizio interessò i settori urbani più importanti con la costruzione di edifici civili e di culto che costituirono il fulcro su cui poi, nei secoli successivi, si sarebbe articolato l'impianto urbanistico giunto fino ai nostri giorni.
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