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Informazioni generali

La leggenda vuole il mitico Ercole fondatore della città di Sezze.

Questi infatti, soggiogata la Spagna, venne in Italia per prosciugare una palude ed edificare città: Hercules devicta Hispania in Italiam immigravit, desiccatisque palutibus urbes quam plurimas condidit.
E che tale palude fosse quella Pontina si deduce dal fatto che Ercole compì tale impresa subito dopo avere sconfitto i Lestrigoni, popolo del basso Lazio.
E dalle setole del leone Nemeo (setis Nemeaei leonis), con le quali l'Eroe era fiero coprirsi, si vuole derivato il nome di Setia.

In onore di tale superbo fondatore i Setini eressero un maestoso tempio e vollero che il simbolo della città fosse per sempre il bianco leone rampante, da Ercole ucciso, recante tra gli artigli una cornucopia ricolma dei beni della terra e incorniciato dalla scritta: Setia plena bonis gerit albi signa leonis (Sezze piena di beni porta le insegne del bianco leone).

Ma questa è, appunto, la leggenda; in effetti, la storia della vera origine di Setia (calcolata nel V secolo a.C.) è ancora motivo di dibattito tra chi la vuole Volsca per la sua ubicazione geografica e chi la vuole avamposto dei Latini.
Questa seconda ipotesi sembra in verità più attendibile, avendo la città capeggiato nel 340 a.C. la rivolta delle città latine confederate, rivolta soffocata da Roma nella battaglia di Trifano.

(Ricordiamo che già nel lontano 490 a.C. Setia fu assalita dall'esercito volsco, comandato dal patrizio romano ribelle Coriolano, nella guerra che questi aveva scatenato contro la patria.
Ricordiamo pure che in latino il vocabolo setius è un avverbio, che significa diversamente; Setia era quindi una città diversa; ma diversa da chi, se non dalle città volsche che in pratica la circondavano?).

Assoggettata da Roma, come tutte le città limitrofe, e divenuta colonia romana nel 382 a.C., Setia fu un importante centro urbano grazie alla sua posizione strategica e commerciale a ridosso della via pedemontana e della via Appia, le strade che collegavano la capitale al meridione.
A causa della vicinanza di Roma la città seguì di questa le alterne vicende, un esempio su tutti: nella guerra tra Mario e Silla i Setini si schierarono con il primo e vennero duramente puniti dal vincitore Silla con incendi e saccheggi.
Per le sue fortificazioni e per la sua posizione isolata, Setia fu scelta per custodire i prigionieri di guerra; e da qui partì nel 198 a.C. (come narra Livio) la rivolta degli schiavi che minacciò la grandezza di Roma.
Nel periodo imperiale Setia era famosa per le sue ville e per i suoi vini lodati da Marziale, Giovenale e Cicerone.



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