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Informazioni generali

Lanuvio, che fino al 1914 mantenne il nome medioevale di Civita Lavinia, è tra gli insediamenti più antichi dei Castelli Romani.
Assieme ad Ariccia e Velletri è infatti tra quei pochi centri che dopo quasi tremila anni occupano ancora esattamente lo stesso luogo sul quale furono fondati.
La cittadina vanta la nascita di importanti personaggi, quali l'imperatore romano Antonino Pio ed il condottiero Marcantonio Colonna, vincitore della battaglia di Lepanto.

Il ritrovamento a Nord del paese di suppellettili preistoriche attesta che esso era abitato già nell'età del ferro, mentre la costruzione di una poderosa cinta di mura, della quale ancora oggi sono visibili cospicui avanzi, risalirebbe al V secolo a. C..

Il nome di Lanuvio appare ben presto negli annali di Roma, e così sappiamo che nel 341 a.C. prese parte alla sollevazione delle città latine contro Roma e con queste fu sconfitta dai Romani nei pressi di Astura.
I vincitori, tuttavia, riservarono alla città un trattamento di grande favore, mantenendo in vigore gli antichi ordinamenti municipali e lasciando che il culto maggiore di Lanuvio divenisse anche patrimonio dei Romani stessi.
Durante il periodo dell'Impero Romano la parte di territorio a nord, attreversato dalla via Appia, venne occupato da ville sontuose che spesso avevano ospiti illustri, tra cui anche Cicerone.

Durante le guerre civili, avendo Lanuvio parteggiato per Silla, fu occupata da Mario e ridotta a colonia militare, ma seppe rialzarsi e raggiungere il massimo splendore all'epoca degli Antonini.
E proprio nella villa imperiale lanuvina ebbero i natali gli imperatori Antonino Pio e Commodo, mentre Marco Aurelio, nato altrove, vi passò certamente lunghi soggiorni.


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Tempio di Giunone Sospita

Il Tempio di Giunone Sospita, fu un luogo sacro famosissimo, non solo nel Lazio antico, ma nell'intera area mediterranea.
Durante il periodo romano, fino alla caduta dell'Impero d'occidente, le fortune della città furono praticamente legate a questo santuario, nel quale accaddero prodigi strepitosi, narrati da Livio, Cicerone, Giulio Ossequiente ed altri autori classici.

È probabile che la decadenza della città sia iniziata nell'anno 391 d.C., con la promulgazione della legge di Valentiniano e Teodosio, che decretava la chiusura di tutti i templi pagani.
Diverse memorie cristiane dei secoli IV e VI sembrano tuttavia dimostrare che il sito non fu mai completamente abbandonato fino all'epoca delle invasioni barbariche; ipotesi altresì confortata dall'ascrizione ai secoli V e VI delle tracce della primitiva chiesa collegiata, descritta nei verbali delle visite pastorali dei secoli XVI e XVII.



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