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Sulle origini della città, l'ipotesi più verosimile è che essa fu fondata intorno all'VIII sec. a.C. dagli abitanti della vicina Pithecusa (Ischia), provenienti dalle città euboiche di Calcide ed Eretria.

Le cause che li spinsero furono: scarsità di terreno coltivabile, sovrappopolazione, lotte intestine.
La scelta del luogo di fondazione della nuova città furono: era un luogo fortificato naturalmente con un fertilissimo terreno intorno e il ritrovamento di tracce cretesi poteva dare l'idea di ritrovare un luogo già noto.

Gli abitanti indigeni della zona si ritirano nell'entroterra mentre Cuma rimase padrona della costa.
Ben presto divenne una città fiorente e potente, estendendo i suoi confini sui golfi flegreo e partenopeo.
Probabilmente la città prese il posto di una città ancora più antica, di cui si ignorano le origini.

Verso il 504 a.C. i cumani, insieme al loro condottiero Aristodemo, insieme ai Latini, combatterono contro gli Etruschi di Porsenna, riportando una prestigiosa vittoria presso Ariccia.
In questa occasione venne ucciso Arhuns, il figlio del re tirrenico. Aristodemo riscosse un grande successo e divenne il padrone della città.

La spedizione del generale cumano venne appoggiata dal senato, capeggiato da Hippomedon, con la speranza che lo stesso venisse ucciso ed eliminato; invece la vittoria di Ariccia diede ad Aristodemo il comando della città, che inizialmente governò con saggezza.
L'ultima fase del suo governo fu caratterizzata dal terrore, al punto che si scatenò una rivolta capeggiata dai figli di Hippomedion, ucciso durante il regime aristodemico.

Nel 474 a.C. la città fu attaccata dagli Etruschi, che vennero respinti dall'azione di Siracusa, chiamata in aiuto.
Ierone, signore siracusano, divenne così il governatore della città.

La storia di Cuma, con la caduta nelle mani dei Campani (421 a.C.), si fonde con quella di Pozzuoli (Dicearchia).

Cuma fu poi conquistata dai Sanniti fra il 438 e il 424 a.C. e dai Romani nel 295 a.C.
Cominciò così il suo declino.
Verso la fine della repubblica, quando Puteoli divenne il porto principale di Roma, Cuma decadde in breve tempo e fu ricordata solamente come luogo tranquillo, solitario e di culto per la presenza dell'antro oracolare della Sibilla.
Nel Medio Evo divenne stabile dimora di predoni che furono debellati da una lega campana nel 1207, con la totale distruzione della città.

Alla fine del primo secolo scompare anche la Sibilla nell'indifferenza totale e i suoi abitanti inizieranno un lento ma inesorabile esodo verso Neapolis.
Alla fine del V d.C. secolo imperversarono gli opposti eserciti dei Goti e dei Bizantini.
Nel VII d.C. secolo la zona è diventata completamente acquitrinosa ed impenetrabile.


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Antro della Sibilla di Cuma

Immagine:



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