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La vera ripresa coincide con il predominio dei Franchi, a partire dall'IX secolo.
Posta lungo il percorso della via Francigena, Piacenza assiste intorno al Mille alla sua rinascita demografica, civile ed economica, in cui ha un peso la collocazione strategica dell'urbe tra le grandi direttrici che scendevano dalle Alpi alimentando il forte transito di mercanti e di pellegrini.
Nell'età dei vincoli feudali e del potere dei vescovi conti, accanto alla nobilità di sangue, sorge un intraprendente ceto mercantile e artigiano, nuovo potere finanziario che permetterà alla città, secoli dopo, di essere annoverata tra i grandi centri d'Europa.
La fine del 1000 vede inoltre una ripresa dello spirito filopapale, non a caso Urbano II sceglie di bandire da Piacenza la prima Crociata per la liberazione della Terra Santa (1095).
La città diventa libero Comune nel 1126 e scende in campo con la Lega Lombarda contro il Barbarossa che firma qui gli accordi preliminari per la pace di Costanza (1183).
Nel XII e XIII secolo si intensifica l'attività mercantile, la produzione di tessuti in particolare, prosperano agricoltura ed economia con la fiera dei cambi.
La città si arricchisce di chiese, monasteri spesso dotati di ricoveri. Vengono eretti in questa fase i due emblemi cittadini: prima il Duomo, più tardi Palazzo Gotico.
Il Medioevo piacentino è tuttavia turbolento e punteggiato da una serie di lotte intestine con frequenti cambi di supremazia.
Dalla seconda metà del XIII secolo in poi si susseguono alla guida del territorio gli Scotti, i Pallavicino, Alberto Scoto (1290-1313) mercante e potente banchiere, i Visconti (fino al 1447), gli Sforza (fino al 1499).
Luigi XII di Francia, per rivendicazioni sul Milanese, tiene anche Piacenza sino al 1521.
Nel 1545, Papa Paolo III Farnese costituisce in Ducato le città di Parma e Piacenza, attribuendone il possesso al figlio Pier Luigi, primo degli otto duchi Farnese che, fino al 1731, governeranno la città.
Ai Farnese succederanno i Borbone, sino alla loro dipartita (1859).
Ma il Ducato conosce, a riprese, le dominazioni austriaca, francese, napoleonica e il governo di Maria Luigia d'Austria (1816-1847).
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