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Tempio di Apollo

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Informazioni generali

La fondazione di Pompei allo sbocco marittimo della valle del Sarno, sul finire del VII secolo a.C. o al principio del secolo successivo, segnò il destino stesso di questo piccolo centro che fu osco, poi etrusco, sannita e infine romano, sino alla famosa eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.
La strategica ubicazione non lontano dal mare e dall'estuario del fiume omonimo, tra la valle del Sarno e le vie di percorrenza che da Nola e Nocera ne rendevano possibile l'accesso, rappresentarono fattori determinanti per il suo sviluppo culturale e commerciale.
Priva di una vera e propria insenatura portuale, molto probabilmente sfruttò a tale scopo la foce stessa del fiume, tanto che la città fu egualmente considerata dalle fonti storiche (Strabone, Geografia, 5, 27) come epineion, ossia scalo marittimo di Nola, di Nocera e di Acerra.
Tuttavia per Pompei, al pari di altri centri della Campania antica, la questione che maggiormente sollecitò gli studiosi alla riflessione storica fu quella inerente alle origini della città.
L'origine etrusca fondava i propri argomenti sulla presenza di un piano regolatore ritualmente applicato, di abitazioni domestiche simile nella struttura a quelle di Marzabotto dotate di atrio cosiddetto "tuscanico", della colonna etrusca inglobata in una casa della Regio VI, individuata da Amedeo Maiuri.
Per contro, la presenza di un tempio in stile dorico nella zona del cosiddetto Foro Triangolare della città deponeva a favore dell'origine greca.
Le indagini in seguito condotte alla cinta muraria alle soglie degli anni Trenta permisero di riconoscere, nei pressi di Porta Ercolano e di Porta Vesuvio, lunghi tratti di mura del periodo sannitico, mentre alcuni segmenti edificati in tecnica diversa, datate dallo studioso alla metà del V secolo circa, confortavano almeno l'ipotesi dell'influenza greca.
E'largamente verosimile che una presenza etrusca a Pompei sia da ipotizzare già in orizzonti abbastanza antichi, mentre ad epoca storica sembra doversi riferire una stanzialità etrusca in termini di maggiore organizzazione, proprio in concomitanza con l'espansione greca lungo le coste campane.
E’ dunque possibile che già al volgere del VII secolo a.C. gli Etruschi avessero inteso rafforzare la loro mobilità commerciale verso il meridione con la creazione di scali marittimi o situati nell'entroterra costiero.
Il favore accordato dalle popolazioni indigene, in tale quadro, deve probabilmente leggersi in funzione dell'affermazione di comuni interessi territoriali.
Un insediamento etrusco-indigeno doveva pertanto esistere a Pompei almeno in una zona della città, fortificata forse a partire dal principio del VI secolo a.C., con piccole pezzature destinate alle abitazioni vere e proprie e spazi liberi alla coltivazione.
Nella compagine etnica e sociale pompeiana, gli Etruschi, già insediatisi almeno dalla fine del VII secolo a.C., ma la cui presenza ben si avverte nella prima metà del VI secolo a.C. (in quella stessa epoca si collocano i frammenti di bucchero e di ceramica di impasto ritrovati), dovettero presto divenire l'elemento prevalente.


Testi ed immagini per gentile concessione di: Paolo Pastore – Popoli Antichi



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