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Ipotesi dell’origine etrusca

Secondo R. A. Staccioli, le prime otto città dei dodici popoli etruschi in Campania sarebbero da identificarsi con Capua (odierna Santa Maria Capua Vetere), in etrusco latinizzato Volturnum, Nola, Acerra, Nocera, Pompei, forse anche Suessola, Ercolano, Sorrento e l'anonimo ma più importante centro di Pontecagnano, forse Markina; tra le altre quattro (Velca, Velsu, Irnqi, Uri(na), non ancora individuate, compare il nome Velsu.
Poiché, come si verificò nella bassa Toscana, le città etrusche seguivano un dispositivo difensivo a schiera e ad andamento concavo, e la collocazione non lontana dal mare, possiamo supporre che tra le città individuate campane della dodecapoli, seguenti un tracciato concavo, poteva benissimo comprendere Aversa, avendo in debito conto che il territorio sud-ovest, quello non interessato dalla colonia greca di Cuma, era attualmente costituito da numerosi vulcani, alcuni dei quali ancora in eruzione.
Alcune scoperte casuali (frammenti di una edicola votiva ed una fibula aurea) e molti altri reperti (diversi bronzi raffiguranti divinità, sacerdoti e guerrieri etruschi) testimoniano la presenza etrusca sul territorio; anche le culture delle tombe dell'Aversano sono generalmente a «fossa», con le salme, e a «pozzo», con le urne cinerarie dei morti.

Il nome Aversa potrebbe verosimilmente derivare dall'antico centro etrusco Velsu, per acquistarne, di diritto, le sorti; tale nome, successivamente corrotto in Versaro (ovvero Verzelus), con la sostituzione della tenue consonante l con la sonora r, sarebbe identificabile con la località presso la cappella di Sanctum Paullum at(ad) Averze.
Altra considerazione è quella dell'etimo di Velsu che deriva, d'altra parte, da vers- (verse), «fuoco», potendosi riferire alla terra di fuoco quale poteva costituire figurativamente il territorio, ricco di crateri, di cui alcuni non ancora del tutto spenti; come il greco flegraios, poi romano phlegraeus, nome della regione vulcanica situata a sud-ovest di Aversa interessando, inoltre, anche l'area attuale degli Astroni, antico vulcano spento.
Quindi, per restare in tema, i vari argomenti ci fanno ritenere che la radice del nome Aversa derivi dal nome etrusco vers-, fuoco (terra di fuoco), per cui, Velsu, centro urbanizzato della "terra di fuoco", successivamente è corrotto in Versaro (ovvero Verzelus) con la sistematica sostituzione della consonante l alla r e l'aggiunta di o. In seguito, poi, per indicare la località Versaro (Verzelus) si aggiunge al nome la preposizione at(ad) (at-Versaro o ad-Versaro (Verzelus)) per trasformarsi, con la caduta della dentale sorda t, in a-versaro (a-verzelus) -> Averse -> Aversa.
Dell'antico centro etrusco, più prossimo alla zona paludosa e al mare degli altri della zona pianeggiante, si perdettero poco dopo le tracce, sia perché situato in pianura, non difeso naturalmente, sia per l'area acquitrinosa e malsana della zona, dopo aver avuto una vita attiva, come abbiamo detto in precedenza, per le diverse testimonianze di suppellettili rinvenute.



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