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Cittadina dell'entroterra napoletano è l'antica Acerrae, la cui origine osca è tradita dalla sua stessa posizione geografica.
Fu conquistata dagli Etruschi, che in Campania fondarono una dodecapoli di cui la città più importante, Capua, si raggiungeva attraverso Acerra e Suessola.
Questa fase è documentata dal materiale rinvenuto nella necropoli di Suessola, ora conservato nel Museo nazionale di Napoli.
Etrusco è anche il toponimo, connesso con il termine sacrale acerra "navetta dell'incenso".
Dalla metà del V secolo, in seguito ai conflitti tra Etruschi e Sanniti (descritti da Strabone), la città fu conquistata da questi ultimi: le uniche testimonianze materiali di questo periodo sono alcune tombe del IV-III secolo rinvenute presso il ponte di Casolla e in contrada Varignano.
Durante le guerre sannitiche la zona di Acerra fu di grande importanza strategica per i Romani perchè situata sulla via della stretta di Arpaia, il varco fra le alture di Maddaloni e quelle di Cancello, identificato da molti studiosi con le Forche Gaudine.
Fu in questa zona che nel 343 a.C. i consoli M.Valerio Corvo e A.Cornelio Cosso vinserro i Sanniti.
Dopo la prima guerra sannitica Acerra entrò a far parte della comunità romano-latina come civitas sine suffragio.
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