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Alla fine del II - inizio del I sec. a. C., in concomitanza con un miglioramento del clima che rese a Nord del Mar Nero più favorevoli le condizioni di vita e le attività economiche, dall'Oriente erano arrivati nel territorio controllato dagli Sciti le tribù dei Sarmati; con loro inizia un nuovo periodo (sarmatico) nella storia di questa regione.
Secondo quanto racconta Erodoto discendevano dal matrimonio di giovani Sciti con Amazzoni.
Tant'é che presso queste genti le donne occupavano una posizione particolare: montavano a cavallo, tiravano con l'arco, lanciavano giavellotti, andavano a caccia assieme agli uomini e partecipavano ai combattimenti.
Le ragazze non si sposavano finché non avevano ucciso un nemico.
Nell'Asia Centrale, da dove provenivano, i Sarmati avevano affrontato conflitti con Bactriana, Partia, Sogdiana.
All'inizio, lo spostamento dei Sarmati nelle steppe a nord del Mar Nero fu un processo pacifico: i Sarmati-Roxolani diventarono alleati degli Sciti. Ma, col tempo, il conflitto fra questi ultimi ed i Sarmati diventò insanabile.
Verso la metà del II secolo a.C. i Sarmati erano diventati la maggior potenza delle steppe della costa settentrionale del Mar Nero.
Le importanti città-stato di Tyras e Olbia furono circondate dalle tribù sarmatiche che probabilmente ne assunsero il protettorato.
Comunque, in quel periodo, i Sarmati hanno avuto un importante ruolo politico-militare nella regione: insieme alle tribù traciche dei Geto-daci si sono opposti all'espansione romana, divenendo un elemento non trascurabile nella politica di Roma, oggetto d'attenzione da parte di politici, letterati e militari romani.
Nelle due guerre daciche portate da Traiano all'inizio del II secolo d.C. i Sarmati si schierarono dalla parte dei Daci.
Ma in seguito, dopo essere entrati in lotta tante volte con i romani, ne divennero un importante presidio contro le tribù germaniche, dalle quali però vennero infine largamente assimilati a partire dal III secolo d.C.
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