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Prospera stazione carovaniera sulla strada tra l'Eufrate e il Mediterraneo, nel I secolo a.C. Palmyra divenne un avamposto romano e una grande città-stato dell'impero nel I secolo d.C., raggiungendo la massima potenza sotto Odenato e Zenobia.
Alleatosi a Roma, Odenato riconquistò le posizioni strappate ai romani da Sapore I, re della Persia dal 241 al 272 d.C.
Assunto il potere in seguito all'assassinio di Odenato, Zenobia tentò di estendere l'influenza di Palmyra in Asia Minore e in Egitto, ma fu sconfitta dall'imperatore Aureliano, che nel 272 la catturò e rase al suolo la città.
In seguito Palmyra fu presa dagli arabi e saccheggiata da Tamerlano.
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