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I Nabatei erano in origine delle tribù nomadi del deserto dell’Arabia che verso il VI sec. a.C. si installarono nella regione a sud oltre il Mar Morto.
Sembra sia stata l’invasione della Palestina da parte di Alessandro Magno con gli sconvolgimenti politici che essa comportò, a spingere queste tribù a penetrare nel Neghev.
Esse stabilirono subito delle strade carovaniere per il commercio fra Gaza e il Mar Rosso con la loro capitale, Petra.
Le strade che provenivano dall’occidente si incontravano ad Avdat e proseguivano su un’ampia carovaniera verso Petra; il commercio era infatti la principale occupazione dei Nabatei.
L’epoca nabatea è testimoniata ad Avdat da rinvenimenti di ceramiche. La scala che dalle rovine della città sale all’acropoli è dello stesso periodo.
Furono rinvenute anche delle iscrizioni per lo più a carattere dedicatorio e delle statuette di animali e di uomini.
Nel 106 d.C., L’imperatore Traiano mise fine al regno nabateo annettendolo all’imperatore romano; Avdat fu incendiata e completamente distrutta.
Se ne iniziò la ricostruzione solo agli inizi del III sec. d.C.; sono di quell’epoca due templi dedicati a Giove e ad Afrodite; attorno alla necropoli sorse il quartiere residenziale.
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