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Name Periodo Informazioni generali Argomenti di riferimento
Regno di Urartu XI-IX sec. a. C.

Una federazione di tribù hurrite ha come centro principale la città di Urartu, nella regione dell’Ararat.

860-840 a.C. (circa)

Aramu, unificando sotto il suo governo tutti i territori confederati, diventa il primo re di Urartu.

765-735

Sotto il periodo di regno di Sarduri II Urartu raggiunge il massimo splendore

L'espansionismo urarteo porta al controllo della Cilicia e della Siria settentrionale.

Regno di Hayassa VII - VI sec. a.C.

Sulle rive sudoccidentali del lago di Van, una popolazione forse apparentata al ramo traco-frigio dei popoli indoeuropei, costituisce un regno civilmente avanzato; gli hittiti documentano, al riguardo, l'esistenza di un regno chiamato di Hayassa.

Le origini del nome Hay, con cui si identifica il nome degli originari armeni forse è riscontrabile con il nome dato dagli hittiti; anche il nome dell'antico eroe armeno Hayk, vittorioso sul gigante babilonese Bel, porta a convalidare questa ipotesi delle origini degli armeni.

714

In concomitanza con l’ottava campagna di guerra di Sargon II, anche i Cimmeri, mitici popoli provenienti dalla Russia del Sud, invadono Urartu dal vicino Luristan (Iran), ove si erano insediati fin dall'età del ferro: è l'inizio del declino dello splendore urarteo.

Durante questa fase di declino della potenza di Urartu, si assiste alla pacifica penetrazione degli armenoi nei territori urartei ed alla progressiva integrazione e fusione con le popolazioni autoctone. Armenoi e urartei diventano un unico popolo, mentre sembra che gli Sciti abbiano poi invaso i territori dei Cimmeri costringendoli a migrare fino alle colonie della Magna Grecia, dove fondarono Cuma con i greci calcidesi.

Dominio dei Medi 590 - 585 a.C

Il regno di Urartu cade ed è sottomesso al Re Ciassarre dei Medi

L'avvenuta integrazione delle popolazioni hurrito-urartee con quelle armeno-indoeuropee è dimostrata dall'affermarsi della dinastia armena degli Orontidi nello stesso periodo del declino di Urartu o subito dopo.

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Dominio persiano 522-485 Dario I, durante la riorganizzazione amministrativa dell’ Impero persiano crea in Armenia la XIII satrapia, mentre il territorio orientale, oltre il massiccio dell’Ararat e del Tandurek, è assegnato alla XVIII satrapia.

L'Armenia fu sottoposta ai persiani fin dai tempi di Ciro II (detto il Grande), che nel 550 a.C. conquistò la Media ed i suoi domini sottraendoli al nonno Astyage.

Dominio macedone 331

Alessandro Magno invia in Armenia il governatore di Sardi Mitrene; nel 316 si ha notizia di un altro satrapo, Oronte – forma greca del nome persiano Arvanda, in armeno Ervand, fondatore o esponente della dinastia detta degli Orontidi (Ervanduni).

Alla morte di Alessandro Magno il suo regno viene suddiviso in tre diadochie: in Asia governerà quella seleucide, il cui primo sovrano è Seleuco I, capo della cavalleria macedone presso Susa e satrapo di Babilonia.

Dominio Seleucide 301

Seleuco I, con la battaglia di Ipsos sconfigge Antigono e ne acquisisce l’Asia Minore, ottenendo tra l’altro il territorio dell’Armenia che entra a far parte dell'impero seleucide.

L’Armenia è ancora parte dell'impero seleucide nel 215: Antioco III divide il territorio in due province, Armenia Maggiore (ad Est dell’Eufrate - regioni di Karin (Erzrum), Much, Van, Erivan), governata dal principe Artaxias (Artashes) e Armenia Minore (ad Ovest e a Nord del gomito superiore dell’Eufrate - territori di Sebaste, Erzincan e Malatya) governata da Zariadris (Zareh).

Dinastia armena degli Artassidi 190

Roma sconfigge Antioco III e consente alle province d’Armenia di proclamarsi regni indipendenti. Artaxias, fondatore della dinastia degli Artassidi promuove l’unificazione linguistica del regno: l’armeno diventa la lingua comune in tutto il paese. Fonda inoltre la nuova capitale fortificata, Artaxata (Artashat), sull’Arax.

Antioco III, convinto da Annibale, entrò in conflitto con Roma e fu battuto prima alle Termopili (191) e poi sconfitto presso la città di Magnesia da Lucio Cornelio Scipione (190); accettò la pace di Apamea (188), in base alla quale dovette abbandonare tutta l’Asia Minore fino al Tauro e rinunciare alla propria flotta.

95

Sale al trono d'Armenia Tigrane II, “il Grande” che riunifica le provincie armene e conquista i territori della Media del Nord, l’Atropatene, l’Adiabene, la Gordiana, l’Osroene, la Mesopotamia settentrionale, la Commagene, la Siria ed infine la Cilicia. Fonda una nuova capitale Tigranakert in una posizione più centrale nel regno, ma tuttora ignota.

A causa della protezione fornita da Tigrane al suocero Mitridate Eupatore, re del Ponto, nel 69 le legioni romane di Lucullo invadono i territori dalla Cappadocia e conquistano Tigranakert; dopo un periodo di stasi militare, nel 66 Pompeo ottiene la sottomissione di Tigrane che, rinunciando alle proprie conquiste e accettando il protettorato romano, conserva il regno dell’Armenia Maggiore.

56-54

Il regno dell'Armenia maggiore è governato da Artavazd III, figlio di Tigrane. Accusato di tradimento dai romani, morirà decapitato nell'Egitto di Cleopatra, dove Antonio lo aveva condotto in catene.

L'Armenia diventa il bastione della difesa romana contro i Parti

2 d.C.

Muore Artavazd IV, ultimo sovrano della dinastia artasside.

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Dinastia armena degli Arsacidi 63

La secolare lotta tra Romani e Parti, si riaccende nel periodo neroniano per l’insediamento di propri candidati sul trono d’Armenia; una equilibrata soluzione sarà trovata con il trattato di Rhandeia del 63: Vologese I insedia il fratello Tiridate I, che riceve nel 66, a Roma, l'investitura di re d’Armenia dallo stesso Nerone. Con Tiridate I inizia la dinastia Arsacide di Armenia.

I romani volevano tenere sul trono il loro alleato Tigrane, insediato nel 58 da Nerone che, con 2 legioni guidate da Gneo Domizio Corbulone, aveva vinto nel 55 Vologese; ma una seconda spedizione guidata dal governatore della Cappadocia, Lucio Cesenio Peto, aveva subito una pesante sconfitta nell’ottobre del 62 a Rhandeia; il trattato era la soluzione migliore, per il momento.

114

L'imperatore Traiano sottomette l'Armenia e la trasforma in provincia romana

La rivolta ebrea del 117 e la precedente morte di Traiano costituiscono le premesse per il ritorno all’assetto politico del trattato di Rhandeia

226

L'avvento dei Sasanidi al trono di Persia provoca nuove tensioni e per le aspirazioni egemoniche degli armeni e per i tentativi di assimilazione culturale e religiosa da parte dei persiani.

Le tensioni si acuiranno per il tentativo persiano di convertire al mazdeismo gli armeni che invece ad opera di San Gregorio Illuminatore si convertiranno al Cristianesimo all’inizio del IV secolo.

301

Tiridate III proclama il Cristianesimo religione di Stato

387

I territori armeni sono suddivisi in due: una regione sottoposta all'egemonia politica e culturale dei bizantini ed un'altra sotto il controllo dell'impero persiano, che lascerà agli armeni una più marcata libertà nel conservare la propria identità etnico-culturale.

L'identità etnico-culturale sarà consolidata nel 405 dall’invenzione, ad opera del santo monaco Mesrop Mashtoz, dell’alfabeto armeno.

Governatorato Persiano 430

Per la eccessiva corruzione della famiglia reale, la nobiltà armena depone re Artashir e preferisce l’autorità di un governatore persiano

Si estingue la dinastia degli Arsacidi

485

Dopo numerosi anni di scontri e battaglie per l'egemonia religiosa, gli armeni ottengono, col trattato di Nvarsak, il riconoscimento formale della libertà di culto ed il nipote del re Vartan, Vahan Mamikonian, è nominato marzpan, cioè governatore con pieni poteri.

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Invasione degli Arabi 642

Il progressivo predominio degli Arabi in Armenia inaugurerà l’alternarsi, per quasi due secoli, di continue guerre e rivolte sul suolo armeno, con il coinvolgimento degli eserciti bizantini.

Nel 774 gli arabi decimeranno il casato dei Mamikonian e delle famiglie loro alleate, affermando con la repressione il loro dominio.

IX secolo

La confisca e smembramento dei beni dei Mamikonian e dei loro alleati ed il successivo indebolimento dell'impero degli arabi a fronte della crescente potenza dei bizantini favorisce l'ascesa di due nobili casati armeni che, concilianti verso la politica del dominatore arabo, riescono a creare e governare due regni che incorporano anche i territori confiscati.

La famiglia dei Bagratidi si era mostrata estranea alle lotte di potere e tollerante della supremazia araba, conservando così i propri feudi che erano sparsi sul terrritorio armeno; la famiglia degli Artzruni, i cui feudi si concentravano ad est del lago di Van, era sopravvissuta alla repressione araba contro gli alleati dei Mamikonian.

Regno dei Bagratidi 885-1045

Ashot, figlio del principe Smbat Bagratuni, è incoronato “Re dei re” degli Armeni con il riconoscimento del califfo di Baghdad ed anche dall’imperatore di Bisanzio, Basilio I.

Il regno dei Bagratidi (Armenia del Nord) durerà per quasi due secoli, brillando per splendore culturale e prosperità economica. Ashot III, designerà come capitale la città di Ani, famosa per le sue «mille e una chiesa».

Regno degli Artzruni 908-1021

Con il regno degli Artzruni, nell'Armenia del Sud, rifiorisce la cultura e l'arte.

Sono di questo periodo la costruzione della famosa chiesa di Aghtamar e le poesie mistiche di San Gregorio di Narek.

Espansionismo dei Bizantini 1045

L'imperatore dei bizantini Basilio II conquista la città di Ani e segna la fine del regno bagratide.

Bisanzio trasferisce in ex colonie militari della Cilicia i principi feudali armeni con le loro famiglie ed impone il vassallaggio nei nuovi possedimenti terrieri. Sono le premesse per la costituzione del regno armeno di Cilicia.

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