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Tra il 2300 ed il 2000 a.C. i Cananei, provenienti dal Sinai, si sono diretti in Palestina, dove risiedevano altre popolazioni a carattere nomade.
In questa regione, dal 2900 a.C., esisteva già una città: Biblo, famoso porto commerciale, utile agli egiziani per trasportare i papiri.
Tale centro subì devastazioni dai Cananei, ma rimase importante nodo commerciale e luogo di influenza economica egiziana.
Ciò è testimoniato dalle numerose scritture egizie, nelle quali è riportato o richiamato il nome di Biblo.
Successivamente l’area di Canaan cadde sotto il dominio ittita, in particolare sotto il potere degli hapiru che appartenevano ad una popolazione migrata dalla Mesopotamia a seguito dell’invasione ittita, successivamente alleati con gli abitanti dell’Anatolia.
In questo periodo in Egitto regnava Akhenaton, il quale cercò di attuare una rivoluzione religiosa di carattere monoteistico e si disinteressò della politica estera, mostrando il fianco ad invasioni di popoli.
La Cananea fu poi ripresa dagli egiziani, ad opera di Tutankamon, Ramsete e Seti I, successori di Akhenaton, ma mantenne una sua indipendenza.
In questo periodo comincia a nascere con Davide il regno di Israele, che approfitta di questa indipendenza dei Cananei per prendere una propria strada individuale.
Siamo intorno al 1500 a.C., nasce la città di Tiro, che diventa più importante di Biblo.
In questo periodo i navigatori cananei cominciano ad avere navi più robuste, impiegando il legname ed il cedro libanese, ed a percorrere rotte più lunghe (fino ad allora si viaggiava lungo la costa).
Questo cambiamento è dovuto senz’altro ad una contaminazione da parte dei popoli del mare.
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