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L'antica Sardes, conosciuta oggi come Sart, era la capitale del regno di Lidia e del potente re Creso (560-546 a.C.) che, secondo una narrazione di Erodoto, male interpretò un oracolo e si ritrovò a sfidare Ciro il Grande, la potenza persiana che minacciava i confini.
Ridotta a semplice satrapia dell'Impero Persiano, fu distrutta dalle truppe di Efeso nel 499 a.C.; risorse solo al passaggio di Alessandro Magno nel 334 a.C. e tributò onori al macedone che l'occupò senza incrociare le spade.
In segno di riconoscenza il giovane sovrano conquistatore l'abbellì di monumenti insigni.
In seguito, la città entrò nell'orbita della potenza economico-militare di Pergamo e con quest'ultima venne lasciata in eredità al popolo romano e aggregata alla Provincia d'Asia.
Secondo un'antica leggenda, il re dell'antica Sardes, Kandaules, aveva una bella e audacissima moglie che amava girare per casa completamente nuda.
La cosa trapelò grazie ai pettegolezzi della servitù e accese la fantasia di molti cittadini.
Tra questi, l'ambiziosissimo Gyges ebbe la faccia tosta di chiedere a Kandaules di poter, almeno una volta, spiare la regina.
Non si sa come fu, ma Kandaules si lasciò convincere e Gyges, nascosto in un angolo, ebbe modo di ammirare lo splendore delle regina nuda. Costei però, venuta a conoscenza del fatto e sentendosi tradita nella fiducia, si volle vendicare chiedendo aiuto proprio a Gyges, che uccise il re Kandaules grazie a un anello che lo rese invisibile.
Gyges s'insediò sul trono del regno e nell'alcova della bella regina.
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