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Nei pressi della stazione ferroviaria di Ankara, furono ritrovate le tracce di una necropoli frigia: il re frigio Mida aveva fondato in questo luogo la città di Ankyra, nel VII sec. a.C.
Molto tempo prima, nel I millennio a.C., qui vi era un insediamento ittita, Ankuwash.
Dopo il regno di Frigia e quello di Lidia, i Persiani si impossessarono della città durante la campagna militare in Anatolia (346-45 a.C.).
Conquistata dai Seleucidi e poi dai Galati, conobbe un periodo d'oro con l'annessione all'Impero di Roma nel 25 d.C. (tempio di Augusto, le terme): divenne Sebaste, capoluogo della provincia romana di Galatia.
L'Ankara romana ha nel tempio di Augusto la sua testimonianza più importante. Si trova nel quartiere di Ulus e le sue mura perimetrali esterne sono piuttosto ben conservate, ma in parte ricostruite.
Il tempio era stato eretto dai re di Pergamo in onore di Cibele, la dea della fertilità, in logica coabitazione con la divinità frigia della virilità, simboleggiata da un enorme fallo.
In epoca romana, questo antico tempio fu restaurato e dedicato all'imperatore Cesare Augusto: vi si trovano le iscrizioni in greco e latino delle Res gestae Divi Augusti.
Le terme romane, probabilmente della prima metà del III secolo d.C., si trovano in Cankiri caddesi, a non più di cinquecento metri dal tempio d'Augusto.
In epoca bizantina subì l'attacco dei Persiani, degli Abbasidi a guida della nuova potenza islamica, e infine cadde sotto i Selgiuchidi prendendo il nome di Engüriye.
Quasi un secolo durò il dominio crociato, fino alla conquista ottomana.
Da allora la città fu chiamata Angora e il suo nome fu celebre per la morbida lana delle capre che vivevano nei pascoli intorno alla città.
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