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Capitale della Caria, situata su un promontorio dei golfo Ceramico (golfo di Kerme) con acropoli e buon porto; fu fondata dai dori di Trezene argolica ed ebbe forse anche coloni di Argo.
Svolse una notevole attività commerciale e stabilì anzi un proprio fondaco a Naucratis in Egitto; cadde poi in potere dei re di Persia e fu governata da tiranni; sotto il comando di Artemisia partecipò alla spedizione di Serse contro la Grecia (480 a. C.).
Ebbe dal sec. VI a C. fìno al sec. III dell'impero una ricca coniazione di moneta propria.
Fu già uno dei sei capoluoghi della lega dorica; fece parte della lega delio-attica, ma se ne staccò durante la guerra del Peloponneso, e fu effimera la riconquista fattane da Trasibulo (389 a. C.).
Esclusa dalla lega dorica, aveva formato insieme con Mileto, Coo, Chio e Rodi, un regno vassallo della Persia, sotto i tiranni Ligdami e Mausolo.
Un testo epigrafico ricorda i patti stretti dai cittadini con Ligdami; sotto Mausolo, Alicarnasso toccò l'apogeo del suo splendore; Artemisia, la sorella e vedova di Mausolo, fece innalzare in suo onore il celebrato mausoleo, ritenuto una delle sette meraviglie del mondo, al quale lavorarono artisti come Briasside, Scopa ed altri.
La città fu assediata, presa e in parte distrutta da Alessandro Magno (333 a. C.); durante il sec. III a. C rimase sotto i Tolomei; nel 197 riebbe la sua libertà, ma subì la supremazia di Rodi, e poi fu compresa nella provincia romana d'Asia.
Venne decadendo sotto gli imperatori bizantini e sotto gli arabi.
Fu patria di Erodoto e di Dionigi.
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