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Nel 1368 il movimento unitario cinese, nato dal malcontento della popolazione rurale, guidato da un monaco buddista (Tsiu Yuan-tsciang) fondatore della dinastia Ming, costrinse l'ultimo imperatore tartaro della Dinastia Yuan, Toghan-Temur, a fuggire in Mongolia.
La dominazione Mongolo-Tartara era finita e il vastissimo impero di Gengis Khan definitivamente diviso.
La Cina invase la Mongolia e incendiò Karakorum, la precedente capitale imperiale, ma non riuscì a controllare il territorio.
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