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La dinastia Qin non sopravvisse alla morte del primo imperatore.
Una serie di rivolte popolari e una guerra civile portarono sul trono nel 206 a.C. un uomo di umili origini, Lin Bang, che fondò la dinastia degli Han.
Conservò il sistema amministrativo centralizzato introdotto da Qin Shi Huangdi. Ma il consolidamento della dinastia si sarebbe avuto con l'imperatore Wu (140- 87 a.C.), l'artefice di una politica di grande espansione verso l'estero e di centralizzazione all'interno.
Nel campo istituzionale gli Han mantennero la tripartizione a capo dell'amministrazione e i nove dignitari.
Le maggiori modifiche furono, oltre alla creazione delle tredici sezioni, l'emergere di una Segreteria privata.
Dopo la morte dell'imperatore Wu, ci furono una serie di rivolte popolari.
Nel 25 a.C. un grande proprietario fondiario che apparteneva a un ramo collaterale della famiglia imperiale Han assunse il potere, restaurando la precedente dinastia.
Per il trasferimento della capitale a una provincia occidentale si è chiamato Han occidentale, mentre quello precedente venne chiamato Han orientale.
Sotto Han orientale si ebbe un ulteriore svilippo delle tecniche metallurgiche e di quelle tessili (soprattutto l'esportazione della seta) e si perfezionò inoltre, una delle più importanti invenzioni della umanità, quella della carta.
Nel 220, dopo numerose lotte intestine l'impero Han venne diviso in tanti piccoli stati indipendenti.
Dall'inizio del IV secolo, il Nord venne governato dalla popolazioni barbare, mentre il Sud era sotto il controllo delle grandi famiglie. Nonostante le grandi differenze esistenti, il Nord e il Sud erano tuttavia accumunati, oltre che dalla fede Buddhista, dall'idea di Impero
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