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ROMA e le leggende

Numerose sono le leggende che legano Roma con i Latini.

Una prima leggenda si richiama al mito degli Oriazi e Curiazi, secondo la quale l'esito della guerra tra i due popoli venne deciso dal duello tra sei gemelli (tre per parte) che rappresentavano i romani ed i latini.
Alla fine vinsero gli Oriazi: dopo un duello solo uno degli Orazi sopravvisse contro i tre Curiazi.
L'ultimo rimasto attuò uno stratagemma: iniziò a correre, e ad uno ad uno uccise i tre gemelli man mano che si avvicinavano a lui.
Così Roma ottenne l'indipendenza dai Latini.

Il mito di Enea: il leggendario eroe, figlio del troiano Anchise e della dea Venere, fuggì dalla città di Troia in fiamme dopo che venne occupata dagli Achei.
Dopo varie peregrinazioni giunse via mare nel Lazio come gli era stato predetto dalle divinità.
Qui, sconfitto Turno, re dei Rutuli, tribù latina, sposò la figlia del re, Lavinia, e divenne il progenitore della famiglia Giulia, cui appartenevano Cesare, Augusto ed altri imperatori successivi.
Il figlio di Enea, Iulo, infatti fondò Albalonga, città d'origine dei due gemelli Romolo e Remo.

La leggenda narra che il dio Marte aveva posseduto con la forza Rea Silvia, in un bosco sacro dove era andata a prendere dell'acqua; con la forza, perché come vestale aveva l'obbligo di rimanere vergine.
Nacquero dei gemelli, Romolo e Remo, che il re di Albalonga Amulio, che aveva spodestato il fratello Numitore, padre di Rea Silvia, ordinò di uccidere.
Ma i servi ebbero pietà dei bambini, li misero in una cesta e li abbandonarono alla corrente del fiume Tevere.
Il fiume in piena trascinò la cesta fino a una grotta collocata alla base del Palatino, detta Lupercale perché sacra a Marte e a Fauno Luperco.
Qui i gemelli furono allattati da una lupa e poi allevati dal pastore Faustolo e da sua moglie, Acca Larenzia, nella loro capanna situata sulla sommità del Palatino, nella zona del colle chiamata Cermalo (o Germano, che significa "gemello").
Dopo un'adolescenza libera, e un po' selvaggia, una volta diventati grandi e venuti a conoscenza delle loro origini, i gemelli andarono ad Albalonga, uccisero re Amulio e rimisero sul trono il nonno Numitore.
Numitore diede loro il premesso di fondare una città, e subito i due cominciarono a litigare sul luogo dove costruirla: Romolo preferiva il Palatino, Remo l'Aventino.
Alla fine Romolo ebbe la meglio e scelse il Palatino dove costruì le mura della città: Roma.
Remo però scavalcò le mura con lo scopo di annullarne l'inviolabilità. E sulle mura Romolo l'uccise.
Tale leggenda è stata redatta dai romani che volevano dare una sacralità alla loro stirpe e quale idea migliore che discendere da Enea, l'eroe troiano.

Ancora una leggenda: i Dioscuri, personaggi legati al mondo della mitologia antica, erano due fratelli gemelli di nome Castore e Polluce, figli di Zeus.
Il loro culto è originario della Grecia, ma si diffuse rapidamente anche in Italia.
I due fratelli erano intervenuti in aiuto di Roma durante la battaglia del lago Regillo contro la Lega Latina, nel 496 a.c.
In ricordo di questo avvenimento venne edificato un tempio, a loro dedicato, nel Foro Romano.



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