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Dopo vari tentativi, nel 488 sale al trono sasanide Khavad (488-531), di ispirazione eftalita.
Questi segue una politica popolare, ispirata alla filosofia mazdakista.
Secondo il filosofo iranico Mazdak, seguace di Mani, il popolo doveva evitare l’odio e la lotta. Ad esso spetta l’uguale distribuzione delle ricchezze.
Questa sorta di comunismo iranico si oppone profondamente al sistema sociale sasanide, basato su classi chiuse, su una disomogeneità nella distribuzione delle ricchezze, su una forte presenza di schiavi.
Khavad si fa portavoce di questa filosofia, ma subisce un complotto.
Si rifugia presso gli Eftaliti e riprende il potere, con l’aiuto esterno.
Una volta rinsediato sul trono, non segue più il mazdakismo: tutti i suoi seguaci vengono massacrati e tale filosofia troverà accoglienza presso gli Arabi.
Lotta con Bisanzio prima e con gli Unni poi, ottenendo alcuni successi. Intanto tra i cristiani si diffonde il nestorismo.
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