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Crasso, contravvenendo un decreto del Senato, attaccherà la Parthia, ma presso Carre, nel 53 a.C., troverà la morte, insieme al 70% dell’esercito romano, ad opera della cavalleria partica ed in particolare del generale Surena.
Il resto dell’esercito venne deportato a Merv, in Pakistan, dove fu fondata una colonia.
Dopo questa esperienza i romani inseriranno nel loro esercito la cavalleria, come secoli prima avevano fatto gli Assiri, che subirono le prime sconfitte dagli iranici. Dunque impararono a rispettare i Parti.
Orode II appare come il vero liberatore ed annette al suo regno la Siria e tutta l’area siro-palestinese, approfittando della crisi politica scoppiata a Roma.
In particolare in Siria si sviluppa una guerra che durerà per molti anni a causa anche della politica attendista del re partico e della sua gelosia che provocò la morte di Surena e la defenestrazione del figlio Pacoro.
Nel 38 a.C. i romani riprenderanno il sopravvento e saranno duri nella rappresaglia contro tutti i re che si erano alleati con Orode II.
Nel 37 a.C. sale al trono Fraate IV che dovrà fronteggiare dei tumulti interni al suo regno e l’avanzata romana di Antonio, che verrà respinta dalla cavalleria partica.
Inizia un periodo che vede il controllo sull’Armenia alternativamente tra i romani ed i parti.
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