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Informazioni generali

Regnò dal 522 al 486 a.C.
Fu l’espressione della continuazione della politica di Ciro il Grande. Rappresentò la nuova forza vitale per la famiglia imperiale.
Era un giovane ufficiale dei Diecimila Immortali, che costituiva il corpo di guardia reale di Cambise II ed era sostenuto dal potente esercito persiano.
Impiegò due anni per sedare tutte le rivolte scoppiate nel regno sotto il suo predecessore.
Il suo regno arrivò ad oriente fino all’Hindukush e ad occidente fino all’Egitto.
Sotto il suo regno venne ricostruito il tempio di Gerusalemme (515 a.C.) e nacque il primo stato teocratico: venne istituita la figura del sommo sacerdote per controllare meglio la comunità ebraica.
La politica libertaria di Ciro II aveva segnato un fallimento, considerati i tumulti scoppiati nell’impero alla morte del sovrano.
Dario appose dei correttivi alla politica del predecessore, centralizzando il potere: istituì le satrapie, gestite da un sovrano locale (satrapo) nominato direttamente dall’imperatore al quale doveva rendere conto del suo operato.
Questi veniva controllato da un segretario e da ispettori reali, denominati le orecchie del re, che giungevano improvvisamente a verificare la situazione amministrativa locale.
Quest’ultima figura verrà ripresa moltissimo da Carlo Magno.
Sembra accertato che già sotto Ciro e Cambise vennero nominate alcune satrapie.
Accanto al satrapo vi erano altre due figure che rispondevano direttamente all’imperatore del loro operato: il generale delle truppe ed il funzionario addetto alla riscossione delle imposte (abbastanza elevate, da cui erano esentati solo gli iranici).
Per gestire al meglio il controllo delle satrapie venne realizzato un imponente e funzionale sistema viario.
Nella sua politica espansionistica Dario arrivò fino alla foce dell’Indo ad oriente, mentre ad occidente riaprì il canale di Suez, fatto erigere precedentemente dal faraone Necho; con 700.000 uomini invase la Tracia, per combattere gli Sciti, e sottomise Bisanzio ed anche la Macedonia, stabilendo un valido caposaldo oltre lo Stretto dei Dardanelli.
Con l’oro cercò di controllare il potere su Sparta ed Atene, ma ottenne un effetto di coesione delle polis greche.
Nel 498 a.C. vinse a Salamina ed a Marsia, soggiogando Cipro e le città greche dell’Asia Minore.
In particolare gli abitanti di Mileto furono deportati alla foce del Tigri.
Nel 490 a.C. gli ateniesi riportarono una strepitosa vittoria a Maratona, ma Dario non potè vendicarsi, in quanto prima sedò una rivolta in Egitto e poi fu colto dalla morte.
Sotto questo imperatore il regno conobbe un florido periodo artistico ed economico.
In tutto l’impero veniva parlata una lingua unica: il semita. Questo dimostra che i persiani non imposero i loro usi ai sudditi.



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