|
|
Nel 265 a.C. scoppia la prima guerra punica.
Gerone, signore di Siracusa, attacca Messana, che chiama in aiuto sia Cartagine che Roma, quest’ultima occupa la città con delle truppe.
La protesta punica, circa la violazione degli accordi, portò alla guerra che si tramutò in stallo, esclusa una schermaglia avvenuta ad Agrigento, fino al 260 a.C., quando a Milazzo i romani sconfissero i cartaginesi, avvalendosi del ponte mobile.
I punici si rifecero a Termini.
|
|
Nel 257 a.C. i romani, comandati da Attilio Regolo, vinsero a Gela e puntarono su Cartagine, dove attaccarono via terra, finendo sconfitti dalla cavalleria numidica.
Amilcare Barca, padre di Annibale, soprannominato lampo, fu mandato in Sicilia, dove organizzò una resistenza tra Trapani ed Erice, ma rimase tagliato fuori dalla patria.
I romani intanto vinsero alle isole Egadi ed ottennero una pace vantaggiosa che assicurò la Sicilia a Roma ed indebitò economicamente Cartagine.
|
|
Tra il 241 a.C. ed il 237 a.C. ci furono delle rivolte tra i punici, capeggiati da Matho.
Sotto la guida di Amilcare, Cartagine si riprese e costruì, assieme al successore, il genero Asdrubale, un considerevole regno in Spagna.
Fu fondata Cartagena, che sembrava richiamare la leggenda della città punica.
I Barca attuavano una politica più personale che filo cartaginese tra gli iberici.
|
|
Nel 226 a.C. fu firmato un trattato con i romani in cui ci si impegnava a non superare il fiume Ebro.
Questo trattato costò l’indipendenza dei Celtiberi, che furono combattuti da entrambi.
Intanto Cartagine si rafforzava ed aveva un’economia sempre più florida.
|
|