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XIX Dinastia - Informazioni generali

Dopo essersi riavuto dalla rivoluzione religiosa l'Egitto fu un mondo diverso.
Non è facile definire l'esatta natura dei mutamenti avvenuti, perché molte sono le eccezioni, ma è impossibile non osservare un sensibile deterioramento nell'arte, nella letteratura e nella cultura generale della popolazione.

Negli scritti di questo periodo la lingua si avvicina di più alla lingua parlata e fa sue molte parole straniere. Le copie degli antichi testi sono incredibilmente trasandate, come se gli scribi non riuscissero più a intenderne il significato.
A Tebe le tombe non mostrano più le vivaci e liete scene di vita quotidiana che caratterizzavano quelle della XVIII dinastia, ma si dedicano piuttosto a descrivere i pericoli che attendono nell'aldilà.
Il soggetto preferito è il giudizio del cuore davanti a Osiride, e il Libro dei Cancelli illustra gli ostacoli che s'incontreranno nel viaggio notturno attraverso gli Inferi.
Gli scarsi frammenti provenienti da Menfi presentano rilievi di un'eleganza alquanto maggiore.
Altrove, le pareti dei templi sono ornate di vivaci scene guerresche, ma la fattura è relativamente rozza, e le didascalie sono spesso più adulatrici che istruttive.
Malgrado tutto, l'Egitto di questo periodo offre ancora uno spettacolo di magnificenza e grandiosità che, per la maggior abbondanza di monumenti, è meglio conosciuto dal turista odierno che non le opere di gran lunga più raffinate delle epoche precedenti.

Sotto Ramses II, o poco prima, incomincia ad assumere un'importanza di primo piano una fonte del tutto nuova d'informazioni storiche e culturali.
Anche se il faraone viveva e reggeva il governo in una o l'altra delle capitali del delta, la sua suprema ambizione era sempre quella di esser sepolto nella necropoli avita di Tebe, e fin dagli inizi del regno una vasta corporazione di abili artigiani era di continuo impegnata a scavare e decorare la sua tomba a Biban el-Muluk.

Questi uomini e le loro famiglie costituivano una particolare comunità che abitava nel villaggio di Deir el-Medina sulle alture del deserto sovrastanti il grande tempio funerario di Amenophis III, e ogni aspetto della loro vita e dei loro interessi è rivelato dai testi trovati colà o ancora sul posto del loro lavoro quotidiano.
Dato che i papiri erano relativamente costosi, deperibili e rari, la maggior parte di quanto è rimasto è incisa su quei frammenti di calcare o di coccio che giacciono sul terreno abbondanti e facilmente reperibili che ora gli egittologi chiamano col nome, alquanto improprio, di ostraka.
Oltre a frammenti letterari, religiosi e magici, vi sono registrazioni di scambi, pagamenti di salari in frumento o rame, noleggio di asini a scopo agricolo, procedimenti legali, presenze o assenze dal lavoro; vi sono lettere e modelli di lettere, appunti, insomma, di ogni genere.


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Età Ramesseide

Con la XIX dinastia inizia la cosiddetta età ramesseide che durerà sino alla XXI dinastia, ossia dal 1320 al 1085 a.C.
Con l'avvento al trono di Ramses I, l'Egitto assume una diversa consistenza sociale e politica.
Viene rivalutato il culto di Amon, la città di Tebe diviene città sacra anche se la capitale viene spostata a Menfi ed a Tanis (la culla della dinastia).
Tebe rimarrà il luogo dove i re vengono sepolti, ma non più quella dove essi regnano.
Amon rimane il dio protettore della dinastia anche se viene affiancato dal vecchio dio solare Ra e dagli dei di Menfi (Ptah) e di Tanis (Seth).
La vecchia classe cortigiana perde d'influenza a vantaggio della classe militare e a quella degli impiegati. Viene adottata come lingua ufficiale il neo-egiziano.

Il re stesso diviene un personaggio paterno che interviene per lodare i suoi operai, i suoi soldati e, addirittura, i suoi cavalli.
S'instaura quindi un vero e proprio culto del re a livello popolare e non più soltanto teologico e templare.
Questa nuova base popolare, su cui si poggia il potere, viene espressa anche nella letteratura, nell'artigianato e nelle arti figurative che perdono parte della loro qualità, di gusto sicuro e squisito, a vantaggio di una più immediata capacità espressiva.

I difficili rapporti con la Siria permettono ad altri imperi, soprattutto gli Ittiti, di esercitare, sulle stesse regioni, il loro predominio.

Il nuovo re Sethi I, dovette affrontare in battaglia gli Ittiti, comandati dal loro re Mursilis, che costrinsero Sethi I a concludere un trattato che lasciava all'Egitto il solo possesso della Palestina meridionale.
Nello stesso periodo, la regione del Delta del Nilo viene invaso dai popoli del mare (Cretesi, Achei e Fenici appoggiati dai Libi) che però Sethi I riesce a respingere mettendo suo figlio Ramses II al potere. Ramses II sarà il più celebre sovrano del tempo anche grazie alla lunghezza del suo regno (1299-1232 a.C.).
Il nuovo re fu in grado di riprendere la lotta contro gli Ittiti non senza superare grossi pericoli come quando, nel 1296 a.C. a Kadesh, viene sorpreso dal re Muvatalli che aveva schierato più di 2000 carri da guerra.
Per Ramesse II fu una grande impresa portare in salvo il suo esercito. Dopo aver sposato la figlia del re ittita Hattusilis II, si dedica a opere di pace come la costruzione di importanti centri di culto come quelli di Karnak, di Luxor e di Abu Simbel che gli valsero l'appellativo di "Costruttore".

La solidità del Paese durante il suo lunghissimo regno non impedì al suo figlio e successore Merenptah di affrontare un nuovo ed inatteso pericolo.
Una stele narra la sua vittoria contro gli invasori che da oriente e da occidente tentavano di penetrare in Egitto e che venivano identificati come "popoli del mare".
Tali popolazioni, Sardi, Tirreni, Siculi, Danai e Filistei, rappresenteranno un costante pericolo anche negli anni successivi.
Alla morte di Merenptah, il figlio Sethi II si trovò a dover affrontare un periodo di gravi turbamenti interni e, dopo alcuni anni di travagliato governo, morì lasciando il regno esposto ad una lunga serie di intrighi e rivoluzioni.
Di questa situazione approfittò il principe siriano Irsu per impadronirsi del trono d'Egitto.
I frequenti prelevamenti di fondi dal tesoro dei templi, per far fronte alle spese di governo, gli costarono la simpatia dei sacerdoti che gli opposero un altro pretendente al trono, Setnakht, il quale, dopo essere riuscito a vincere gli attachi del nemico e gli intrighi di palazzo, fondò la XX dinastia.


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