|
In effetti egli non attaccò subito il regno di Mitanni, il suo vero nemico, quello che fomentava le rivolte contro l'Egitto, ma cominciò con il porre delle basi solide e poi sferrò l'attacco decisivo.
Nella sua prima campagna annuale, Tuthmosi III riconquistò la Siria e la Palestina e poi passò tre anni a organizzare questi paesi, dopodiché cominciò a preoccuparsi delle vie di comunicazione.
Nel corso della quinta campagna si impossessò di un porto fenicio, cosi da non essere più costretto a usare la lunga strada che passava nel deserto.
Partì quindi via mare per la sua sesta campagna, durante la quale conquistò Qadesh, sul fiume Oronte, la roccaforte dei suoi nemici, ma le basi che pose non erano ancora abbastanza salde e una rivolta in Fenicia ne mise in evidenza la fragilità; così egli consacrò la sua settima campagna alla conquista di una serie di porti fenici.
A quel punto fu abbastanza forte da lanciare una grande offensiva, la sua ottava campagna.
Partì via mare, sbarcò in Fenicia, attraversò la Siria, raggiunse l'Eufrate e lo attraversò con barche fatte costruire a Biblo e trasportate nel deserto.
Lì incontrò i Mitanni, li sconfisse e li inseguì sulle montagne, anche se non raggiunse il punto di massima espansione egizia stabilito da suo nonno Tuthmosi I; l'eco di questa impresa fu molto vasta, e anche i popoli vicini, che non si erano battuti con l'Egitto (gli assiri, i babilonesi, gli ittiti), giudicarono prudente inviare tributi al vincitore.
Grazie alla vittoria sui Mitanni, gran parte dell'Asia anteriore, a questo punto, era sottomessa all'Egitto, perciò le nove campagne successive furono delle campagne di mantenimento.
È chiaro che i paesi conquistati non erano occupati; gli egiziani si accontentavano di portare in patria i figli dei principi o dei capi vinti, crescerli, educarli e poi rimandarli nel loro paese come rappresentanti della civiltà egiziana.
Questo sistema però non era sufficiente, e la posizione dell'Egitto in Asia, benché forte, avrà sempre bisogno di essere consolidata tramite nuove incursioni militari.
Nel 1439, ancora vivo Tuthmosi III, il regno di Mitanni, sostenuto dai principi di Qadesh e Tunip (una forte città siriana situata vicino all'Oronte), costituì un'altra coalizione, ma gli egiziani riuscirono ad averne ragione e ripresero le due città; da allora la situazione restò tranquilla almeno fino alla morte del re.
Alla fine del suo regno, approfittando di una rivolta locale, Tuthmosi III rinforzò la sua presenza anche in Nubia, fino alla quarta cataratta.
Così, nel 1425, il regno egiziano si estendeva da Napata, sul Nilo meridionale, fino all'Eufrate; questo fu il culmine della sua potenza, che, da allora, decrebbe soltanto.
Ma l'opera di Tuthmosi era stata tale che questa situazione si mantenne ancora per un secolo.
|