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Questo faraone era forse l'indiscusso sovrano nel Nord, ma nel Sud il grande pontefice di Karnak dominava con un potere superiore al suo.
Ci sono sinistre allusioni, per lo più risalenti agli ultimi anni del suo regno, alla presenza di stranieri a Tebe, Libi o Meshwesh.
Erano veri invasori o discendenti di prigionieri di guerra incorporati nell'esercito egizio e divenuti abbastanza forti da sollevarsi o almeno creare gravi tumulti?
Non è possibile rispondere a questa domanda, ma sono per lo meno evidenti le disastrose conseguenze sulla popolazione indigena.
Più di una volta le razioni furono distribuite ai lavoratori con due mesi di ritardo.
Il bisogno unito all'avidità conduceva inevitabilmente al delitto.
I personaggi regali e i nobili dei tempi passati erano stati sepolti con i loro beni più preziosi, e irresistibile era per i vivi la tentazione di spogliare i morti.
Le ruberie nelle tombe erano state una pratica comune fin dai tempi più lontani, ma adesso, a quanto pare, questo modo di combattere la miseria si era cosi diffuso da richiedere energiche misure per consegnare i colpevoli alla giustizia.
Un'intera serie di papiri in ottimo stato è rimasta a far luce sugli arresti ed i processi iniziati nell'anno 16 di Ramses IX e continuati, forse con un breve intermezzo, per tutta la generazione successiva
Il faraone, sebbene assente da Tebe, non era indifferente ai reati commessi a danno dei tesori sepolti con i suoi predecessori; era lui che ordinava i processi e, in un caso almeno, i condannati furono tenuti in prigione in attesa che il re stabilisse quale punizione meritavano.
In senso più ampiamente storico, l'importanza di questi avvenimenti tebani sta piuttosto negli accenni alle gravi circostanze politiche lasciati trapelare dai testimoni durante la deposizione o altrimenti rivelati dai papiri di quest'epoca.
Dopo aver regnato diciassette o più anni Ramses IX fu seguito dal decimo re di questo nome.
La sua tomba, a causa dell'incuria, si trova oggi in stato di degrado e l'esistenza stessa dei suoi rilievi è in forte pericolo.
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