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Narra una leggenda, giunta a noi tramite uno scritto noto come "papiro Westcar", che a Cheope fu predetto che la moglie di un sacerdote di Ra, Redgdet, sarebbe stata resa feconda da Ra in persona e avrebbe generato tre gemelli destinati a regnare sull'Egitto.
Questi tre figli sarebbero i primi tre sovrani della V dinastia, Userkaf, Sahura e Kakai.
Sembra però accertato che almeno i primi due fossero in realtà figli di Shepseskaf (ultimo faraone della IV dinastia) e di sua moglie Khantkawes, figlia di Micerino.
Sita ad Abu Sir, in uno stato di conservazione discreto, è la piramide del faraone Sahura, il cui nome è "L'anima di Sahura risplende".
In mancanza di una pubblicazione completa della piramide di Unis, è da quella di Sahura che si può meglio comprendere le caratteristiche dei monumenti funerari della V dinastia.
Molto più piccole di quelle di Cheope e Chefren come dimensioni, sono però almeno altrettanto belle.
L'imponenza e l'austera semplicità cedono il posto all'eleganza e alla perfezione artistica con un'evoluzione analoga a quella avvenuta in Europa nel passaggio dall'architettura romanica alla gotica.
Ai disadorni pilastri rettangolari della IV dinastia si sostituiscono colonne che rappresentano fasci di steli di papiro o sostengono capitelli squisitamente scolpiti a imitazione delle foglie della palma da dattero.
Da segnalare è la campagna contro i Libi che fruttò uno straordinario bottino e la sottomissione dei principi stranieri con le loro famiglie.
Anche più interessante dal punto di vista pittorico è la grande scena delle navi di ritorno dalla Siria con a bordo marinai e asiatici che alzano le braccia in segno d'omaggio al faraone, forse ispirata a una spedizione nel Libano per procurarsi il pregiatissimo legname delle sue foreste.
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