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E' considerato il fondatore della III dinastia, anche se alcune recenti catalogazioni gli preferiscono far precedere il faraone Sanakht, ed è sicuramente il più importante, tanto che nel Canone Regio di Torino il suo nome è eccezionalmente scritto in inchiostro rosso.
La sua impresa maggiore è la grande piramide a gradini di Saqqara che sovrasta la città di Menfi.
E' una costruzione imponente che si eleva, con sei gradini di diversa altezza, fino a 71 metri.
Il complesso degli edifici, restituiti alla luce e restaurati in anni relativamente recenti, è fra gli spettacoli più sbalorditivi che offre l'Egitto.
La piramide a gradini fu in origine ideata come una mastaba a pianta quadrata anziché oblunga, ma successive modificazioni del progetto primitivo le diedero quell'aspetto singolare che oggi ammiriamo.
Alcuni bassorilievi, nel dedalo di corridoi sotterranei, rappresentano il re in atteggiamenti rituali e la squisita delicatezza del lavoro dimostra che gli scultori del tempo erano maestri in questa tecnica come in quella della scultura a tutto tondo della nobile statua di Djoser seduto che fa parte dei reperti.
Controversa è la stima della durata del regno di Djoser, secondo il Canone di Torino sarebbe stata di 19 anni, mentre secondo Manetone sarebbero stati 29 gli anni di regno.
Non è di aiuto la scoperta, nel suo complesso funerario, di un cortile per la festa del Giubileo, che normalmente veniva celebrata in occasione del trentesimo anno di regno, ma che anche altri faraoni hanno celebrato con largo anticipo durante il proprio regno.
Nella piramide a gradini, Djoser è sempre definito con il suo nome Horo (Netjrikhe), come si usava allora (il nome di famiglia venne messo in evidenza e racchiuso in un cartiglio solo durante la dinastia successiva).
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