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Per molto tempo si è creduto che l'Egitto non avesse conosciuto "l'età della pietra"; invece, non soltanto è esistito il Neolitico egiziano, ma anche il Paleolitico, anche se è impossibile, allo stato attuale delle conoscenze, vedere qualche legame tra gli occupanti della valle del Nilo durante questo periodo e quelli delle epoche successive.

Ci sono prove che la valle del Nilo è stata sempre abitata dall'uomo e alcuni studi tenderebbero a dimostrare che gli antenati di questo popolo, in anticipo rispetto agli altri popoli mediterranei, avrebbero coltivato nell'Alto Egitto orzo e grano sin dall'epoca paleolitica (13000 a.C. circa). Anche se questa ipotesi non è da tutti gli studiosi accettata, sembra comunque sicuro che l'orzo era consumato, se non coltivato, a ovest della valle del Nilo sin dall'VIII millennio a. C..

In Europa si distingue molto nettamente il periodo neolitico, in cui l'uomo usa soltanto strumenti di pietra, dall'Eneolitico, che è caratterizzato dall'apparizione del metallo, prima l'oro, poi il rame, e infine il bronzo.
In Oriente, e soprattutto in Egitto, la distinzione è spesso delicata, in molti siti eneolitici non c'è traccia di metallo.

Ma, se il Neolitico egiziano aveva dei punti di contatto con il Neolitico in generale, nel periodo eneolitico l'Egitto si trova in una posizione diversa e si distingue sempre più dalle culture che lo circondano perché, nel momento del suo maggior sviluppo, l'Eneolitico si confonde con la civiltà "storica" che ne è il compimento.
Il periodo eneolitico è la continuazione del Neolitico, e perciò presenta inizialmente due culture diverse, una a nord e l'altra a sud, ma la caratteristica dell'Eneolitico sta nel fatto che, dopo un certo tempo, queste due culture si fondono e da esse nasce la lunga civiltà Faraonica.

Per quanto riguarda il periodo anteriore a questa fusione, l'Eneolitico è conosciuto soltanto grazie ai siti dell'Alto Egitto, di cui il più antico è Badari.

La storia di questi secoli oscuri può essere delineata anche dai testi redatti in epoca storica: fonti meno precise e più difficili da interpretare, ma la continuità della civiltà egizia, non essendo mai stata interrotta bruscamente, potrebbe conservare (in questi testi redatti in epoca storica), le tracce di tradizioni che risalgono a molto prima dell'unificazione avvenuta nel 3100.
Questi testi, chiamati testi delle Piramidi, non si trovano nelle grandi piramidi di Giza, ma sulle pareti interne di piramidi molto più modeste appartenenti a re della V e VI dinastia (tra il 2350 e il 2200) e si è pensato che potessero riferirsi ad avvenimenti accaduti all'inizio dell'Eneolitico nella zona nord (della quale non abbiamo alcuna testimonianza archeologica).
Secondo questi testi l'Alto Egitto sarebbe stato il regno di Seth, mentre il delta sarebbe stato diviso in due gruppi di Nomi (in greco nomoi) contrapposti, uno a est e l'altro a ovest.

Osiride, re del nord, li avrebbe unificati e poi Horus, il suo successore, avrebbe attaccato il regno di Seth, creando cosi una monarchia unificata che avrebbe regnato su tutto l'Egitto già prima del 3100.
Questo stato di cose, però, non sarebbe durato a lungo, e presto si sarebbero creati due regni, uno con capitale nell'Alto Egitto, a el-Kab, e uno con capitale nel Basso Egitto, a Buto.

Questa potrebbe essere stata la situazione politica nel periodo predinastico.


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Italiano>Dinastie dei Faraoni: Cronologia

Name Periodo Dinastia e Periodo Città Capitale Sovrani principali Anni di regno e/o Periodo Annotazioni
Conquista Macedone 332-323 XXXII Alessandro Magno In questo decennio l'Egitto fu governato da Alessandro sotto forma di satrapia. Fu iniziata la costruzione di Alessandria, futura capitale dei Tolomei
XXIX (Mendita) (399-380) Nepherites, Achoris I due faraoni di questa dinastia proseguono, con aspre battaglie, lo scontro per l'indipedenza dalla Persia, già iniziato da Amyrteos
XXV (Nubiana o Kushita) (760-656) Napata (Nubia) Sabacon, Sebichos e Tarcos (3 Re etiopi) La dinastia, costituita da sovrani Nubiani, ma egizianizzati da secoli cercò di recuperare l'unità del Paese. Il grande guerriero Piankhy, nipote di Sabacon, estese il suo dominio dal Basso verso l'Alto Egitto, fino a Menfi. E' questo un periodo di grave crisi politica, che vede l'Egitto invaso per 2 volte dagli Assiri.
Epoca Tarda 664-332 XXVII (525-404) I° Persiana Cambise II, Dario, Serse, Artaserse Da lungo tempo si sentiva la necessità di unificare un mondo lacerato da continui conflitti e questa unificazione doveva ora esser tentata su vasta scala. L'iniziativa venne dalla parte più inattesa: la Persia. A Pelusio, nel 525, Cambise II sconfigge il faraone Psammetico III e riduce l'Egitto a satrapia, divenendo l'iniziatore della dinastia. Con la perdita della propria indipendenza (anche una breve rivolta fu soffocata da Serse nel 490) si chiude la fase principale della storia politica dell'Egitto faraonico.
XXII (Libica) (945-730) Sheshonq I, Osorkon II Non molto dopo il 950 a. C. lo scettro dei faraoni passò ad una famiglia di origine libica (che può essere considerata NON affine a quei Libi respinti con tanta difficoltà da Merenptah e Ramses III) ; la teoria prevalente è che fossero discendenti di prigionieri di guerra o di coloni stabilitisi volontariamente in Egitto. Come gli Hyksos d'altri tempi, che ambivano ad apparire egizi di nascita, anche la famiglia dei Sheshonq, alla quale appartenevano i re di questa dinastia, fornisce un eccellente esempio di questo processo di assimilazione.
XV e XVI (1634 - 1552) Avaris (odierna Tell ed-Dabà) per circa 50 anni Apophis Questo è il periodo della dominazione degli Hyksos, termine usatao dagli egizi per indicare gli sceicchi beduini. La dominazione degli Hyksos apportò l'introduzione del cavallo e del cocchio che doveva avere una cosi gran parte nella futura storia del paese
Medio Regno 1991 - 1786 XII (1991 - 1786) Amenemhat I, Sesostri I Non si sa come avvenne il passaggio dall'XI alla XII dinastia, ma il fatto che, durante il regno degli ultimi faraoni dell'XI si trovi un visir di nome Amenemhat (lo stesso nome del fondatore della XII dinastia) fa pensare che ci sia stata una usurpazione del potere.
IX e X 2170-2030 Eracleopoli (odierna Ihnasya el-Medina) Achtos (IX) e Kheti I (X) Secondo alcuni egittologi, 409 anni durò la IX dinastia, mentre la X durò 185 anni. In questo periodo le strutture sociali subiscono profonde trasformazioni (siamo in una specie di feudalesimo) mentre le carestie ricorrenti impoveriscono l’economia. Le guerre non vittoriose, che i re di Eracleopoli intrapresero contro i principi di Tebe per annettersi l'Alto Egitto, segnarono l’inizio della riunificazione politica.
VI (2350-2200) Teti 2350-2320 Teti intraprese un'opera di pacificazione ed organizzazione politica; tra i suoi successori, Pepi I riuscì a debellare i predoni del deserto, che infestavano i confini, e Menenra e Pepi II bonificarono il Nilo per renderlo meglio navigabile, specie nella zona presso la prima cateratta di Assuan.
I° Intermedio 2150 1991 VII e VIII (2150 - 2170) Secondo un'ipotesi, tra le più accreditate, la VII dinastia sarebbe formata da settanta re di Menfi, che avrebbero regnato per settanta giorni. L'VIII dinastia (di Menfi anche questa) comprenderebbe ventisette re per 146 giorni di regno. E' probabile che tutti i regni corrispondenti alla VII e alla VIII dinastia si siano condensati in uno spazio di tempo relativamente breve, forse non più di un quarto di secolo. Il costante decentramento dei poteri dal faraone ai nomarchi (la cui carica divenne ereditaria) indebolì il potere centrale mentre le lotte interne tra i nomarchi portarono all'anarchia favorendo anche gli attacchi vittoriosi delle popolazioni confinanti
IV (2630-2510) Snofru, Cheope, Micerino 2630-2606 Snofru, fondatore della IV dinastia, lasciò di sé un'immagine di monarca ideale, generoso e buono. Organizzò spedizioni (anche militari) in Nubia per il reperimento di materie prime e fece costruire due piramidi a Dahshur, quattro miglia a sud di Saqqara. Altri faraoni famosi di questa dinastia sono Cheope, Chefren e Micerino.
II (Tinita) (2930 - 2700) Peribsen e Khasekhemui A Khasekhemui (2700 circa) è attribuita l'opera di organizzazione statale (un vizir che coordinava i funzionari dei diversi enti amministrativi e l'autonoma amministrazione della giustizia da parte di un Tribunale Supremo con tribunali provinciali e di villaggio)
Protodinastico 3400 - 3150 Horus Nekhen (Basso Egitto) Horus Scorpione 3400 a.C. circa Il regno del Basso Egitto conquista il regno dell'Alto Egitto; prima del 3100, ci sono stati sette faraoni (questo titolo sarà attribuito a partire dalla 18° dinastia) che hanno governato tutto l'Egitto e che costituiscono quella che oggi viene chiamata la dinastia zero
Predinastico Anni a.C.: 4500 - 3400 el-Kab (Alto Egitto), Buto (Basso Egitto) Sin dal secondo neolitico esistevano due Regni distinti e separati, il Basso (al Nord) e l'Alto (al Sud) Egitto
Horus Narmer 3150 circa Sembra che a questo Re (da alcuni identificato con Menes) spetti il merito di aver unificato l'Egitto, infatti Narmer è rappresentato mentre indossa le insegne di re del sud e del nord e quindi riassume nella sua persona l'unità del paese: Narmer sarebbe l'ultimo faraone della dinastia zero
Antico Regno 3150- 2150 I (Tinita) (3150 – 2930) Thinis (Alto Egitto) Menes 3150 circa In questo periodo la civiltà egizia si trasforma in un regno unito politicamente; resta la divisione amministrativa tra Alto e Basso ed il territorio è ripartito in province con a capo i nomarchi (da nomo= distretto) di nomina reale
III (Menfita), (2700-2630) Menfi (Basso Egitto) Djoser 2680-2650 E' considerato il fondatore della III dinastia, anche se alcune recenti catalogazioni gli preferiscono far precedere il faraone Sanakht; sotto il suo regno operò probabilmente l'architetto Imhotep, progettista delle prime grandi piramidi in pietra (piramide a gradini di Saqqara) ed ideatore del calendario egizio
V (2510 - 2350) Sephres 2492-2480 Già sotto la IV dinastia erano stati scavati imponenti canali, derivati dal Nilo, sia per l'irrigazione che per il trasporto dei materiali pesanti per costruire le piramidi; con questo faraone si giunge al culmine dell'espansione commerciale anche per via marittima (stabilì contatti con la Fenicia, la Somalia e l'isola di Creta).
XI 2134 - 1991 Tebe (Alto Egitto) Inyotef il Grande L'XI dinastia, di origine tebana (contemporanea alla X), conta sedici re. Mentre a nord governava la X dinastia, il territorio tebano cominciava a primeggiare fra le province del Sud. Con Menthotpe I si può considerare concluso il I periodo intermedio: il suo lungo regno (51 anni) vide, dopo molti anni di lotta, la riunificazione di tutto l'Egitto sotto il governo di un unico sovrano
II° Intermedio 1786 - 1567 XIII e XIV, 1786 - 1634 Tebe (XIII) e Xois (XIV) (l'odierna Sakha, al centro del delta) Sekhemra-khutowe e Sekhemkara Durante il periodo corrispondente alle contemporanee dinastie XIII e XIV, il paese attraversava anni turbolenti e confusi e i suoi sovrani si assassinavano a vicenda e si succedevano con estrema rapidità. Con le dinastie del Sud e del Nord il potere centrale si indebolì a vantaggio dei principi locali delle 3 province create nel Medio Regno in sostituzione dei nomoi. La provincia della Nubia venne a far farte dello Stato di Kush mentre gli Hyksos, già dal 1675, si impadronivano di gran parte dell'Egitto
XVII (1600 - 1552) Tebe (Alto Egitto) Sebekemsaf, Kames Appartengono a questa dinastia i principi tebani che finirono per respingere gli invasori Hyksos. Si tratta di una lunga serie di monarchi che probabilmente abbraccia tutta l'ultima metà del II periodo intermedio Mentre i sovrani della XIII e XIV dinastia furono forse ridotti a vassalli dei monarchi Hyksos, i principi tebani si ribellarono ed iniziarono una guerra di liberazione anche contro il Regno di Kush; il faraone Kames concluse vittoriosamente queste guerre
Nuovo Regno 1567-1080 XVIII (1548-1292 ) Tebe (Alto Egitto) Ahmose I, Tuthmosi I, Tutankhamon Il Nuovo Regno presenta diversi elementi di novità rispetto alle epoche precedenti: l'Egitto si estende ormai dal 17° parallelo fino al Mediterraneo, su una lunghezza di più di 2260 Km. L'Egitto viene a contatto con le grandi civiltà orientali e, pur restando se stesso, subisce modifiche negli usi, negli armamenti e persino nella vita di tutti i giorni
XIX (1292-1186) Menfi (Basso Egitto) e Tanis Ramses I, Sethi I, Sethi II Con la XIX dinastia inizia la cosiddetta età ramesside che durerà sino alla XXI dinastia, ossia dal 1320 al 1085 a.C. Con l'avvento al trono di Ramses I, l'Egitto assume una diversa consistenza sociale e politica. Viene rivalutato il culto di Amon, la città di Tebe diviene città sacra anche se la capitale viene spostata a Menfi ed a Tanis (la culla della dinastia).
XX (1184-1078) Setnakht, Ramses III Le lunghe guerre (sostenute già dalla XIX dinastia) contro gli Ittiti, contro i Siriani e contro i popoli del mare (Cretesi, Achei, Fenici, Tirreni, Siculi, appoggiati dai Libici) avevano consentito alla classe sacerdotale di acquisire poteri e ricchezze mentre i faraoni erano impegnati in guerra. Ciò fu la causa di una ulteriore decadenza politica ed economica.
III° Intermedio 1080 – 665 XXI (Tanita) (1078-945) Tanis Smendes Alla morte di Ramses XI (XX dinastia), l'Egitto era nuovamente diviso in due: al nord il visir (gran sacerdote) Smendes, al sud l'anziano Hrihor. Alla sua morte, il paese risultava diviso tra un potere di fatto in Alto Egitto con a capo Piankhi, il figlio di Hrihor, e un re legittimo al nord, Smendes, capostipite della XXI dinastia, con capitale a Tanis, nel delta orientale del Nilo. Una particolarità dominò durante tutta la XXI dinastia: la divisione dell'Egitto, che esisteva di fatto, non fu mai dichiarata ufficialmente.
XXIII (Bubastica – Libica) (818-730) Bubastis Petubastis, Osorkon IV Sotto gli ultimi re della XXII dinastia, Sheshonq III, Pemay e Sheshonq V, l'anarchia continuò a crescere e l'Egitto mostrò una tendenza sempre maggiore al frazionamento, soprattutto nella zona del delta. La XXIII dinastia venne fondata prima che la XXII si fosse estinta, e le due dinastie furono in parte parallele.
XXIV (di Sais) (730-715) Tefnakht e Boccoris Verso il 730 a.C. la situazione era molto confusa: nel delta il potere era diviso, da una parte tra i faraoni della XXII e quelli della XXIII dinastia, e dall'altra fra usurpatori per lo più libici, fondatori della XXIV dinastia, che avevano preso il potere localmente. La XXIV dinastia regnò nel nord mentre Piankhy, con la XXV dinastia etiope, governò parallelamente al sud, estendendo forse il suo potere fino a Menfi.
XXVI (Saita) (672-525) Sais Psammetico I, Nekao II, Apries Con Psammetico I (664-610) si ebbe una temporanea rinascita culturale con forte incremento dei commerci nel Mediterraneo; con Nekao II (610 - 595) furono respinti i babilonesi e si registra una probabile circumnavigazione dell'Africa E' l'epoca della dominazione degli Assiri. Questi, sconfitti nel 674 ad Ascalona ad opera del faraone Taharka, ebbero il sopravvento con Psammetico I che respinse al sud i Nubiani.
XXVIII (404-399) unico faraone: Amyrteos di Sais 404 - 399 Dopo la morte di Dario II, sfruttando la debolezza della lontana corte Persiana, Amyrteos potè godere di una sia pur limitatata autonomia politica.
XXX (Sebennytos) (378-341) Nectanebes, Nekhtharehbe Nekhtharehbe, ultimo faraone della dinastia, di fronte all'attaco persiano per la riconquista dell'Egitto, resosi conto che la situazione era disperata, fuggì in volontario esilio in Etiopia. L'Egitto era di nuovo una provincia persiana e Artaserse III iniziava il 2° periodo di dominazione Persiana La XXX dinastia rappresenta l'ultima dinastia indipendente dell'Egitto. Dopo più di 4000 anni di storia l'Egitto aveva terminato di essere un paese indipendente con una propria stirpe regnante
Epoca Tolemaica (o dei Lagidi) XXXIII (dei Lagidi) (323-31 a.C.) Alessandria d'Egitto Tolomeo I, Tolomeo VI, Cleopatra VII Nel 305 Tolomeo si autoproclamò Re di Egitto, fondando la dinastia Tolemaica che durò circa 300 anni, fino alla morte di Cleopatra VII nel 31 a.C.. In seguito l’Egitto divenne una provincia dell'Impero Romano Nel 331 Alessandro partì per l'oriente affidando l'Egitto ad un vicerè. Dopo la sua morte (323) l’Impero Greco fu diviso tra i Diadochi (successori); i suoi successori, Filippo Arrideo ed Alessandro IV regnarono sull'Egitto solo nominalmente: Tolomeo fu nominato satrapo d’Egitto e Libia; autoproclamatosi successore di Alessandro, diede all'Egitto una parvenza di indipendenza.
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