Territorio

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Le Province dell'Egitto dei Faraoni

Il vocabolo nomos (plurale nomoi) deriva dal greco e viene utilizzato per indicare i sepat, i distretti territoriali in cui era suddiviso l'Egitto.

Sembra che l'origine di questa suddivisione territoriale si perda ai tempi del Neolitico.
Questa suddivisione del territorio è evidenziata nei simboli clanici dei vari nomoi di epoca storica che, spesso, presentano come stemma araldico degli animali totemici, delle piante o oggetti sacri che venivano sempre presentati su degli stendardi.

Fanno eccezione i simboli delle province del Delta di nord-ovest e quelle dell'Alto Egitto Meridionale che, essendo state create in data più tarda non sono più presentate su stendardi.
I nomoi erano chiamati secondo i propri simboli e che spesso ebbero particolare importanza per le specifiche divinità, come nel caso dell'ottavo nomo del Basso Egitto che era un simbolo di Osiride.

Nei templi i simboli dei nomoi venivano raffigurati con figure antropomorfe che personificavano le loro aree: l'estensione, i confini e lo stesso numero dei nomoi cambiarono nel tempo, ma generalmente essi furono 22 nell'Alto Egitto e 20 nel Basso Egitto.

Nel Medio Regno(1991-1786 a.C.), in sostituzione dei nomoi (che avevano originato fenomeni simili al feudalesimo medievale ad opera dei vari nomarchi), l'Egitto fu suddiviso in 3 province, Alto, Basso e Nubia.
Ma già nel II° Periodo Intermedio la provincia della Nubia, perduta dagli Egizi, era entrata a far farte dello Stato di Kush, mentre gli Hyksos si impadronivano di gran parte dell'Egitto rivalutando la suddivisione in distretti.


Testi ed immagini per gentile concessione di: Paolo Pastore – Popoli Antichi