Top: International: Italiano: Società: Storia: Civiltà: Antica: Ebrei: Usi e Costumi: Linguaggio e Scrittura: Alef-Beit: Lettere Alfabetiche




[ history ]

ALEFBETGHIMELDALETHEI
VAVZAINHETTETYOD
KAFLAMEDMEMNUNSAMECH
AINPEZADIKKUFRESH
SHINTAV


[ history ]

ALEF: Pronuncia A,E,I,O,U - a seconda della vocale

La lettera Alef rappresenta Dio, Uno, Unico ed Eterno.
La forma grafica della lettera Alef simbolizza la natura infinita ed eterna di Dio. Essa consiste di tre parti: il segmento superiore destro è una Yod, quello inferiore sinistro è, ancora, una Yod, e queste due lettere sono connesse da una Vav diagonale.
Ogni Yod vale 10, e la Vav vale 6.
La somma è 26, che è esattamente il valore della somma delle lettere del Nome Divino formato da quattro lettere (Tetragramma Yod=10, He=5 Vav=6, He=5).
Questo è il nome che rappresenta Dio come Eterno, perché con queste quattro lettere si possono formare le parole HAYA' (era) HOVE' (presente) e IHIE' (sarà).

ALEF sta anche per ADAM (Uomo), la più nobile tra le creazioni di Dio. Le tre lettere che formano la parola ADAM alludono all'unicità dell'essere umano: ALEF per ADAM (uomo), DALET per DIBUR (la capacità di parlare), MEM per MAASE' (la capacità di fare ).

Tutte le grandi cose si fanno con un primo piccolo passo.
Mattone su mattone si costruisce una casa, soldo per soldo si mette su una fortuna.
La ALEF (uno), cresce e diventa ELEF (mille), semplicemente cambiando una vocale.
Torna su


[ history ]

BET: pronuncia B o V, a seconda che nel centro della lettera appaia oppure no un puntino (daghesh)

La lettera BET rappresenta benedizione e creazione; dualità e pluralità.
Dato il suo valore numerico (ghematria) di 2, la BET rappresenta il concetto di dualità, concetto che implica diversità in ogni parte della BRIYA' (creazione).
L'unicità assoluta prevale solo nel Creatore.
Letteralmente BET significa casa (BAIT), ed allude sia al punto più santo della terra, (BET HAMIKDASH, il Tempio di Gerusalemme) sia alla casa (BAYT) dell'uomo, casa che egli può trasformare in un BET HAMIKDASH KATAN, un santuario in miniatura.
La differenza tra MIKDASH (tempio, 444) e BAYT (casa, 412) è 32, ovvero il valore numero di LEV (cuore). Questo ci insegna che soltanto mettendo il proprio cuore in una casa si può trasformarla in un tempio.

Appare simbolicamente significante che AV (padre) ed EM (madre), entrambi iniziano con la lettera BET, mentre BEN (figlio) e BAT (figlia) iniziano con la lettera BET. (Metzaref Dahava)

La Torah scritta inizia con la lettera BET (Bereshit...), quella orale con la lettera Mem (Meematai...). Le due lettere insieme formano la parola BAM (di queste cose).

La forma della lettera BET rappresenta una casa con un lato aperto, per insegnarci che la nostra BAYT (casa) deve essere aperta agli ospiti, come insegna la Mishnà : " Aprite le vostre case" (Avot 1:4).
Torna su


[ history ]

GHIMEL: pronuncia G

La lettera GHIMEL rappresenta beneficienza e culmine. L'uomo raggiunge il culmine nell'imitare le vie di Dio.
Questo è dimostrato dal fatto che la BET e la GHIMEL sono affiancate. Dice il Midrash: "Perché la BET guarda la GHIMEL, e la GHIMEL da le spalle alla BET?"
Perché BET rappresenta la BAYT (casa) aperta a tutti.
La GHIMEL rappresenta il GHEVER (uomo), che vede una persona bisognosa sull'uscio e si volge verso di essa per porgerle cibo. (Otiot Rabbi Akiva)

Il Midrash insegna: tre doni sono stati dati su Israele da Dio: essi sono clementi, si mettono in disparte ed agiscono con benevolenza. (Bamidbar Rabbà 8:4).
Il Talmud proclama che queste tre caratteristiche sono la caratteristica nazionale del popolo ebraico. (Yevamos 79a).

Il valore della GHIMEL è tre, numero che allude al concetto che due fattori opposti devono mescolarsi per formare una terza entità, perfetta.
Maharal spiega che l'unicità della ALEF denota la perfezione che esiste solo in Dio, la dualità della BET implica diversità ed eterogeneità, molteplicità ed incompatibilità.
Comunque la GHIMEL significa la capacità di neutralizzare le forze contrastanti per unirle in una unità più coesa e duratura.

La forma della GHIMEL ricorda un GAMAL (cammello) con il suo lungo collo.
Il cammello si chiama così perché è come un bimbo svezzato e può andare lontano senza bere (Rav Hirsh, Genesi 21:8).
Inoltre il cammello è equipaggiato fisicamente per sopportare stress prolungati, cosa che gli permette di aiutare i viaggiatori a sopravvivere nel deserto.
In questo modo il cammello è un GOMEL CHESED (uno che agisce a fin di bene).
Torna su


[ history ]

DALET: pronuncia D

La lettera DALET rappresenta le dimensioni e le relazioni; ha la forma di una porta aperta ed il suo nome è parente di DELET (porta).
La DALET allude anche a DAL (povero), che bussa alla porta chiedendo l'elemosina.
Nella esposizione talmudica le lettere GHIMEL-DALET stanno per GMOL DALIM (sii buono con chi ha bisogno) (Shabbat 104a).
Come tali esse rappresentano uno dei due principali temi delle mitzvot, cioè i doveri dell'uomo verso il prossimo.

Maharal dice che la DALET, con il suo valore numerico di 4, simboleggia il mondo fisico che si espande nelle quattro direzioni: nord, sud, est e ovest.
Anche il mondo metafisico si espande in quattro direzioni: quando il fiume dell'Eden usciva dal Giardino, si estendeva in quattro percorsi (Genesi 2:10).
La letteratura Kabbalistica spiega la Creazione dell'universo come un processo nel quale vi sono quattro mondi, che rappresentano stadi differenti di santità, a partire dallo stadio più alto, quello più vicino a Dio, stadio che è oltre la comprensione dell'uomo.
I quattro mondi, le cui esatte traduzioni sono probabilmente andate perse, sono: AZILUT (emanazione), BRIYA' (creazione), YEZIRA' (formazione) e ASIYA' (azione).

Perché il piede della GHIMEL si estende verso la DALET?
Per insegnarci che il GOMEL (benefattore) deve sempre trovare il DAL (bisognoso) ed offrirgli aiuto.
Ed il Talmud sostiene: la DALET usata nella Torah ha la gamba leggermente inclinata verso la GHIMEL. Ciò significa che il bisognoso deve rendersi disponibile al GOMEL (benefattore). Però la DALET da la schiena alla GHIMEL. Questo è perché il bisognoso non deve affrontare il suo benefattore.
L'assistenza deve essere data discretamente e con grande tatto per preservare il rispetto di chi riceve.
Nella più alta forma di carità, né il benefattore ne il beneficiario devono conoscere l'identità dell'altro (Shabbat 104a).
Nel Tempio c'era una stanza speciale, detta LISHKAT CHASSAIM (la camera del silenzio) in cui poteva entrare chiunque, povero o ricco, ma solo una persona alla volta.
Chi poteva, lasciava un contributo al fondo anonimo.
Chi aveva bisogno ne prendeva in forma discreta (Shekalim 5:6).
Chi dava non sapeva a chi e chi riceveva non sapeva da chi.
Torna su


[ history ]

HEI: pronuncia H aspirata

La lettera HE rappresenta divinità, distinzione, specificità.
Il profeta Isaia disse: "con YAH, il Nome è la Roccia dell'universo" (Isaia 26:4).
I Saggi interpretano la parola TZUR (roccia) come derivante da YETZER (formare).
In accordo a ciò, il Talmud spiega che Dio usò le lettere YOD ed HE, lettere che formano il Nome Divino YAH, per creare l'universo.
Con la lettera YOD Egli creò il Mondo a Venire, mentre con la lettera HE creò Questo Mondo (Menachot 29b); Maharal osserva che la lettera HE è formata da una DALET ed una YOD.
La DALET rappresenta il mondo fisico, che si misura nella sua espansione in larghezza ed altezza, mentre la YOD denota spiritualità ovvero il Mondo a Venire. Quindi la HE ci insegna di riempire le nostre vite, combinando il fisico con lo spirituale.

La HE denota Creazione in "Tali sono le origini del cielo e della terra quando furono creati" (Genesi 2:4).
Abramo fu la prima persona a percepire che la natura è soggetta alla volontà di un Essere Superiore.
Al suo nome originario AVRAM fu aggiunta una lettera, la HE, appunto, e fu chiamato AVRAHAM. Questo nome è un riordinamento della parola BEHIBARAM.

La lettera HE ha un suono morbido, ed indica la forma femminile di un nome, come YELED (bimbo), che diventa YALDA' (bimba).
La Torah usa questa lettera per illustrare le caratteristiche distinte di una donna: femminilità, gentilezza.
Torna su


[ history ]

VAV: pronuncia V oppure O (quando c'è un puntino sopra) oppure U (quando il puntino è in mezzo)

La lettera VAV rappresenta completezza, redenzione e trasformazione.
La sesta lettera dell'alfabeto ha il valore di sei, il numero che rappresenta il completamento: il mondo fisico è stato completato in sei giorni e così un oggetto che si autocontiene ha sei lati: sopra e sotto, destra e sinistra, davanti e dietro (Maharal).
In maniera analoga il popolo ebraico è completo, autocontenuto ed unico; al momento di ricevere la Torah, il popolo ebraico fu censito e risultarono esserci 600.000 anime, corrispondenti alle 600.000 lettere della Torah (Maharal).

La lettera VAV è la congiunzione: essa unisce concetti molteplici ed anche opposti.
Essa rappresenta il legame tra cielo e terra, ed ha la forma di un gancio.
La VAV unisce le parole per formare frasi, unisce le frasi per formare paragrafi, unisce i paragrafi per formare capitoli ed unisce i capitoli per formare libri.
La VAV implica relazione tra eventi e continuità tra le generazioni. L'assenza di una VAV all'inizio di un nuovo capitolo della Torah indica l'inizio di una nuova era o di un nuovo soggetto.

Quando si mette la VAV davanti ad un verbo nelle Scritture, essa cambia il tempo da passato a futuro o viceversa.
Uno degli esempi più classici nella Torah è VAYEDABER.
La parola YEDABER significa "dirà", mentre VAYEDABER significa "disse".
Realizzando l'interscambio tra passato e futuro, la VAV implica assenza di tempo, portando l'uomo ad una più vicina comprensione del Divino, del Quale viene detto: "Mille anni nei Tuoi occhi sono ieri" (Salmi 90:4).
Torna su


[ history ]

ZAIN: pronuncia Z morbida

La lettera ZAIN rappresenta spirito, sostentamento, lotta.
Il valore numerico di ZAIN è sette. Come tale, la lettera denota i valori spirituali che erano alla base della Creazione.
Dio creò l'universo in sei giorni, ed il settimo giorno si riposò.
Lo Shabbat rimane l'eterno ricordo che l'universo non potrà durare se non sarà continuamente permeato dagli aspetti spirituali rappresentati dal numero sette, che è in sé il simbolo dell'essenza di Dio.
Nel sistema decimale, che è il sistema di conteggio della Torah, il numero uno ed il sette sono, tra le prime dieci cifre, gli unici che godono delle seguenti due proprietà:
1. Sono numeri primi e, contemporaneamente,
2. non sono un fattore primo per nessun altro numero tra uno e dieci. (Harav Ezriel Munk).

Quando Dio pronunciò il Quarto Comandamento sul monte Sinai "Ricorda il giorno dello Shabbat per santificarlo" (Esodo 20:8), implicò con ciò il dovere di Israele di portare spiritualità nell'esistenza terrena. (Bereshit Rabbà 11:9).
Sette sono i giorni festivi nei quali il lavoro è proibito: il primo e l'ultimo giorno di Pesach e Sukkot; Shavuot, Rosh Hashanà e Yom Kippur.
Ognuno dei primi sei è chiamato SHABATON (giorno del riposo).
A causa delle forti restrizioni specifiche ad esso, lo Yom Kippur è chiamato SHABAT SHABATON (giorno di riposo completo) (il Gaon di Vilna, Divrei Eliyahu).
Sette sono anche i giorni di Pesach, sette quelli di Sukkot, sette settimane passano da Pesach a Shavuot ("Omer"), sette anni dura il ciclo della SHMITA' (anno sabbatico della terra), e sette per sette anni portano allo YOVEL (giubileo).
Il nome ZAN significa alimenta, mentre ZAIN significa arma.
Ma ciò non è casuale: la forma della lettera ZAIN ricorda un pugnale, come a dire che l'uomo ottiene il suo alimento attraverso una metaforica lotta quotidiana.
Torna su


[ history ]

HET: pronuncia CH

La lettera HET rappresenta Trascendenza, Grazia Divina e Vita.
Il numero sette simboleggia lo scopo dell'esistenza dell'uomo, combinando insieme i sei giorni di sforzo fisico con il settimo giorno dedicato allo spirito.
Andando oltre a sette, il numero otto rappresenta la capacità dell'uomo di trascendere (andare oltre) i limiti dell'esistenza fisica. (Maharal)

Otto sono i sacri vestimenti del Primo Sacerdote del Tempio (Esodo 28).
Quattro sono le spezie per l'olio di unzione e quattro per l'incenso (Es. 30:23).
Otto sono gli strumenti musicali (sette più il coro) che accompagnano i Leviti durante il Servizio.
Otto sono i giorni della Milà.
Otto sono i fili dello Tzitzit. (Rav Bachia’)

La HET scritta nei rotoli della Torah consiste di due ZAIN unite tra loro da un tettuccio.
Essa deriva da CHAT (distorta), perché sembra che le due ZAIN siano state storte per formare la HET.
Torna su


[ history ]

TET: pronuncia T

La lettera TET rappresenta bontà.
La prima TET che appare nella Torah è nella parola TOV (buono) (Genesi 1:4). Ciò dimostra che la TET è un simbolo per il bene.
Il Talmud insegna: se uno vede una TET in sogno, è un buon segno. (Baba Kamma 55a; Rashi)

Il mondo che Egli creò è buono - durante i sei giorni della Creazione, Dio effettuò un giorno di lavoro e pronunciò un giudizio su di esso: "Dio vide che era cosa buona" (Genesi 1:12).

Le prime Tavole della Legge (Esodo 20:2-14) sono in versione differente dalle seconde (Deuteronomio 5:6-18).
Nella prima versione appaiono tutte le lettere dell'alfabeto tranne la TET.
Nella seconda versione, appare la TET, nel quinto comandamento: ULEMAAN YITAV LECHA' (e tu abbia bene).
I saggi spiegano: Dio sapeva che Mosè avrebbe rotto le prime Tavole. Se esse avessero contenuto la parola TUV (bontà), ciò avrebbe significato che si sarebbe spezzato tutto il bene della terra.
Per togliere all'uomo questa preoccupazione, Dio tolse la TET dalla prima versione. (Baba Kamma 55a).
Inoltre la seconda versione delle Tavole conteneva diciassette lettere più della prima. La ghematria di TOV (bontà) è proprio diciassette. (Baal HaTurim)

Tra le lettere che formano i nomi delle dodici tribù, non vi sono né HET né TET, lettere che attaccate, formano la parola: CHET (peccato).
Questo insegna che i figli di Giacobbe erano senza peccato e seguivano la Torah sebbene non fossero ancora stati comandati di farlo. (Shoresh Ysshai, Ruth).
Quindi, i nomi delle tribù intagliati nelle pietre del Pettorale del Giudizio dei vestimenti del Sommo Sacerdote, non contenevano la parola peccato. (Zohar)

Le altre due lettere che mancavano dai nomi delle tribù sono la TZADIk e la KUF, lettere che insieme formano la parola KETZ (la fine dei giorni).
Prima della sua morte, Giacobbe voleva rivelare ai suoi figli la fine dei giorni, cioè il giorno in cui sarebbe arrivato il Mashiach, ma la volontà di Dio era che tale giorno non doveva essere rivelato, e così le lettere TZADIK e KUF non appaiono nei nomi delle dodici tribù. (Rashi)

L'espressione GHET (atto del divorzio), non si trova nell'ebraico biblico, ma fu adottato ai tempi del Talmud per indicare il documento del divorzio ebraico (Melechet Shlomò, Gittin 1:1).
In tutta la Torah le due lettere TET e GHIMEL non appaiono mai una accanto all'altra, nemmeno in parole adiacenti.
Dato che sono sempre separate, esse sono un ottimo nome per uno strumento che separa marito e moglie. (Il Gaon di Vilna).
Torna su


[ history ]

YOD: pronuncia Y

La lettera YOD rappresenta la Creazione ed il metafisico.
La decima lettera dell'alfabeto ebraico è la YOD, appena più grande di un puntino; non si può dividere in componenti.
Essa allude al Nome, che è Uno ed Indivisibile.
La YOD rappresenta il metafisico: l'essenza delle cose sta nel piccolo, che è privo di zavorre quali spazio, tempo o materia.
Questo implica che la grandezza si raggiunge con l'umiltà. (Maharal)

YOD è la prima lettera nel Tetragramma h-w-h-y.
Il popolo ebraico ha quattro nomi, che iniziano tutti con YOD: YAAKOV, ISRAEL, YEHUDA' e YESHURUN.
Ciò indica che, sebbene questa nazione sia perseguitata e dispersa nel mondo, essa non smette mai la propria missione, che è quella di santificare il Nome di Dio sulla terra.

La parola Yod può essere letta come YAD (mano), e denota potere e possesso.
Figurativamente, una mano chiusa denota possesso - come in:
"e porterai il denaro con le tue mani" (Deuteronomio 14:25) e in
"apri la tua mano al tuo fratello povero" (Deuteronomio 15:11).
Per questo il neonato ha le mani chiuse alla nascita, come a dire: "il mondo intero è mio"; quando si muore, invece, le mani sono aperte, ad indicare che non ci si porta dietro niente di fisico da questo mondo. (Mechiltà, Esodo 17)

Per preparare il ruolo, così importante nella storia dell'uomo, di Abramo, al suo nome originario AVRAM, fu aggiunta una HE, formando così una parola che significa "padre delle nazioni".
Ed a sua moglie Sarai, fu sostituita la YOD con una HE, per diventare Sarah.
La YOD, il cui valore è dieci, è stata divisa in due HE, ognuna delle quali vale cinque, una fu data ad Abramo, e l'altra restituita a Sarah, madre dell'umanità. (Berachot 13a).
Torna su


[ history ]

KAF: pronuncia K o CH, a seconda che ci sia o meno un puntino in mezzo (daghesh)

La lettera KAF rappresenta la corona e la realizzazione.
La sequenza talmudica dell'alfabeto insegna: se fai ciò che ALEF BET GHIMEL DALET dice, cioè se studi la Torah ed agisci a fin di bene, allora HE VAV, Dio, ti darà ZAIN HET TET YOD, sostentamento, accettazione, bontà e successione.
Infine, Egli ti metterà una KETER (corona). (Shabbat 104a)

Il valore numerico di KETER (corona) è 620, e rappresenta la totalità delle mitzvot - 613 ordinate dalla Torah e sette mitzvot rabbiniche. (Guray Haari’)

k come KAF (contenitore) ha un doppio simbolismo.
Esso sta per il palmo della mano che serve da contenitore e, allo stesso tempo, identifica la misura di quanto esso contiene.
KAF quindi definisce la produttività e la realizzazione che risultano da uno sforzo mentale o fisico, così come la YOD, che sta per YAD (mano), indica potere e possesso. (Ibn Ezra)

La benedizione della Havdalà, che separa la conclusione dello Shabbat dal passaggio al giorno lavorativo, si esegue aprendo e chiudendo le mani di fronte alla luce della candela.
La mano aperta simboleggia il riposo dello Shabbat, mentre la mano chiusa simboleggia l'essere pronti per l'azione ed il ritorno al mondo del lavoro e della realizzazione. (Maharam Rotenburg)
Torna su


[ history ]

LAMED: pronuncia L

La lettera LAMED rappresenta l'insegnamento e l'intenzione.
La LAMED è una lettera grandiosa che si innalza sopra le altre dalla sua posizione in mezzo all'alfabeto.
Per questo essa rappresenta il Re dei Re.
Da un lato della LAMED siede la KAF, che allude al KISSE' HAKAVOD (il trono glorioso di Dio), dall'altro lato si trova invece la MEM, che allude all'attributo MALCHUT (regno di Dio).
Queste tre lettere insieme formano la parola : MELECH (Re) (Otiot Rabbi Akiva)
Il nome LAMED, deriva da LAMAD, che significa sia insegnare che imparare.
L'uomo ha il dovere di insegnare la Legge e la Volontà di Dio, ma non può farlo sino a quando non ha acquisito conoscenza.
Per questo la l è la più alta lettera dell'alfabeto, suggerendo che il vero talento dell'uomo sta nella sua capacità di imparare ed insegnare.
La lettera LAMED indica direzione, moto a luogo, scopo; è la più alta lettera dell'alfabeto, mentre la più bassa è la YOD.
Insieme formano la parola LI (a me).
Come è scritto: VEHAYTEM LI SEGULLA' (e sarete per Me un tesoro) (Esodo 19:5), dove la relazione tra Dio ed il popolo ebraico è simboleggiata dal termine LI, a Me.
La Torah inizia con la lettera BET e finisce con la lettera LAMED.
Si può leggere LEV (cuore) o lBAL (non).
Dio ha detto ad Israele: "Figlio mio, se sei guidato da questi due termini - cuore, che rappresenta la sincerità, e non, che rappresenta la coscienza di ciò che si deve evitare, allora hai ubbidito a tutta la Torah" (Otiot Rabbi Akiva).
Torna su


[ history ]

MEM: pronuncia M

La lettera MEM rappresenta il Rivelato ed il Nascosto: Mosè ed il Messia.
La MEM ha due forme: una aperta ed una chiusa.
La MEM aperta è usata dovunque tranne che in fondo alla parola. Lì si usa solo la MEM chiusa (finale).
La MEM aperta indica la Gloria rivelata delle azioni di Dio.
La MEM chiusa indica quella parte delle regole Celesti che è nascosta dall'uomo.
La storia del popolo ebraico è caratterizzata da esilio e redenzione. Il primo esilio fu in MIZRAIM (Egitto). La MEM iniziale dice che il paese era inizialmente aperto e che gli ebrei potevano entrare ed uscire liberamente dal paese e dalle loro case. La MEM finale simboleggia il fatto che alla fine il paese era per loro chiuso, trovandosi così schiavi intrappolati senza via di uscita. (Sifsei Kohen)

Ogni lettera della parola MAMON (denaro) ha la caratteristica di avere la prima e l'ultima lettera uguale (MEM - VAV - NUN).
Questo allude ad una triste fatto della natura umana: non importa quanto denaro uno abbia, egli ne vorrà sempre di più. (Midbar Kdeimot)

Il Diluvio durò 40 giorni. (Genesi 7:4) Mosè stette 40 giorni e 40 notti sul monte Sinai. Mosè visse 40 anni nel palazzo del Faraone, 40 anni a Midian e 40 anni come leader di Israele.
Sono passate 40 generazioni da quando Mosè ricevette la Torah Scritta a quando Rav Ashi compilò la Torah Orale, nel Talmud Babilonese.
Torna su


[ history ]

NUN: pronuncia N

La lettera NUN rappresenta lealtà, anima ed apparizione.
La NUN appare in due forme: quella normale e quella allungata che si usa solo alla fine di una parola.
La parola AMEN, sta per EMUNA' (fede).
Quando si risponde Amen, ciò sta a significare che riconosciamo di credere nella manifestazione di Dio posta in ciò che abbiamo appena sentito. (Shabbat 110b).

Quando lo Shemà è recitato senza il minyan, è preceduto dalla frase EL MELECH NEEMAN (Dio Re Fedele).
Le iniziali delle tre parole formano la parola Amen, che sta per: ALEF (primo) MEM (Re) AHARON (infinito oltre il tempo) , perché quando tutto è andato, Dio rimane. (Maharal)

Aggiungendo la NUN alla fine della radice, si può formare un aggettivo, esprimendo così la differenza tra una qualità occasionale ed una abituale: LEZ (lez) è uno che di tanto in tanto beffa, un LEIZAN è un clown. Un SHAKAR mente saltuariamene, un SHAKRAN è un bugiardo cronico. GANAV è un ladro, ma un GANVAN ruba sempre. Un ZECHER è un ricordo, ma lo ZIKARON è memoria perpetua.

NUN in sé e per sé implica speranza, redenzione ed, eventualmente, la Futura Risurrezione: la NUN sta per NEFILA' (caduta), ma, allo stesso tempo, implica i concetti di NER (candela) luce nel buio e NESHAMA' (anima), spirito del corpo.
Il termine NUN (pesce in aramaico) rappresenta propagazione; NIN (discendente) sta per il futuro del nostro popolo e YNNON (Messia) nomina il Redentore.
Torna su


[ history ]

SAMECH: pronuncia S

La lettera SAMECH rappresenta sostegno, protezione e memoria.
Il perimetro della SAMECH denota Dio, il Protettore; il suo interno denota Israele, il dipendente.
Il centro della SAMECH allude al MISHKAN (Tabernacolo), il luogo dove la Presenza Divina dimorava durante il viaggio nel deserto. (Otiot Rabbi Akiva)

La SAMECH e la MEM finale o chiusa sono simili, in quanto chiuse entrambe.
I valori numerici delle due lettere stanno per le due parti della Torah: MEM (40) indica la Torah Scritta, che è stata data a Mosè in 40 giorni e 40 notti; e SAMECH (60) per la Legge Orale, che consiste di sessanta trattati talmudici. (Otiot Rabbi Itzchak).
Le due lettere hanno forma simile per dimostrare che la Torah Scritta e quella Orale sono tra loro complementari ed indivisibili.
La Torah dice: "insegnatelo ai figli di Israele e ponetelo nelle loro bocche" (Deuteronomio 31:19).
Torna su


[ history ]

AIN: pronuncia muta, leggermente gutturale

La lettera AIN rappresenta visione e percezione.
La parola AIN (occhio) fa sì che la lettera AIN significhi percezione e visione.
Tra tutti gli organi, l'occhio è quello che rivela all'uomo più di tutti. E i Saggi dicono: "l'udito non è comparabile alla vista" (Mechiltà, Esodo 19:9)
La parola AIN (correlata a MAAYAN - fonte) significa anche sorgente di acqua (Genesi 16:7).
Esattamente come una sorgente porta l'acqua dalle profondità della terra alla luce del sole, così l'occhio porta la percezione del mondo nella mente dell'uomo. (Rav Hirsh, Genesi 3:5)

L'organo della vista rappresenta tutto l'essere dell'uomo (Nedarim 64b).
Così come ogni uomo è un OLAM KATAN (mondo in miniatura), in confronto all'universo (More Nevuchim 1:72), l'occhio è il microcosmo dell'universo. (Tanna Shmuel Akatan).
L'occhio è il mondo: il bianco rappresenta l'oceano, l'iride la terra, la pupilla è Gerusalemme e l'immagine che vede chi osserva è il Tempio. (Derech Erez Zuta).

Così come AIN significa occhio, la parola MEEIN (come) è usata per descrivere l'essenza o la somiglianza a qualcosa. AIN (occhio) che identifica primariamente l'organo della vista, rappresenta anche la luce, ovvero il veicolo che rende possibile la visione.
La Luce Primordiale era spirituale nella sua natura, e fu rivelata nella prima azione della creazione menzionata nella Torah. ( Zohar)

Rav Hirsh sostiene che, data l'intercambiabilità tra ALEF e AIN, anche OR (luce) è intercambiabile con UR (risveglio); così la luce è l'elemento che risveglia la creazione e la porta allo sviluppo.
Così come la luce fisica aiuta le piante a crescere, la luce spirituale ed intellettuale spinge l'uomo a raggiungere il suo potenziale.

Nella calligrafia della Torah, la AIN è formata da una YOD allungata ed una ZAIN. (Beit Yossef).
La ghematria delle due lettere è 17, così come il valore di TOV (bene).
Questo insegna che si deve sempre guardare la gente con AIN TOVA' (buon occhio), e giudicare gli altri favorevolmente, come dice il Salmo: "possa tu vedere il bene di Gerusalemme" (Salmi 128:5)
Torna su


[ history ]

PE: pronuncia P o F, a seconda che ci sia o meno un puntino nella lettera (daghesh)

La lettera PE rappresenta parola e silenzio.
La PE sta per PE (bocca), l'organo della parola.
Dio creò l'uomo e "gli ispirò nelle narici il soffio vitale, e l'uomo divenne essere vivente". (Genesi 2:7)
La capacità di parlare porta l'uomo in cima alla graduatoria delle quattro categorie di esistenza: DOMEM (silente): TZOMEACH (germogliante); HAI (vivente) e MEDABER (parlante). (Maharal)

La Kabbala nota che la PE è formata da una KAF ed una YOD.
La KAF rappresenta KLI' (contenitore), che contiene la YOD, ovvero la spiritualità.
La YOD nella KAF rappresenta lo spirito contenuto nel corpo umano, oppure un uccello in gabbia (il Messia), oppure, ancora, i Dieci Comandamenti nell'Arca. (Magen David)

Nell'alfabeto, la AIN precede la PE, dato che l'occhio percepisce e poi la bocca esprime il pensiero.
C'è comunque un luogo dove la posizione di queste due lettere si inverte.
In Eicha (Libro delle Lamentazioni sulla distruzione del Tempio di Gerusalemme) i versi dei primi quattro capitoli sono formate da parole in ordine alfabetico ("acrostico").
In tre capitoli su quattro la AIN precede la PE.
L'anomalia allude al fatto che a quel tempo si era deviato dalla via di Dio.
La PE senza daghesh (puntino in centro) ha un suono morbido (F), la PE con il daghesh ha invece un suono duro (P).
La radice RAFE (curare) è usata nella Torah con la forma morbida, quando chi cura è Dio "Io, il Signore sono colui che ti dà la salute" (Esodo 15:26), e con la forma dura, quando chi cura è il dottore "le cure mediche" (Esodo 21:19)
La differenza sta nel fatto che il medico cura con dolore, mentre Dio cura naturalmente. (Baal Haturim)
Torna su


[ history ]

ZADIK: pronuncia TZ

Ogni ebreo ha l'obbligo di donare MACHAZIT ASHEKEL (mezzo shekel) al Tabernacolo, a fine di espiazione.
La ZADIK in mezzo alla parola mezzo indica ZEDAKA' (beneficenza). Accanto ad essa vi sono due lettere: la HET e la YOD. Insieme esse formano la parola HAI (vita).
Le lettere all'inizio ed alla fine della parola sono invece la MEM e la TAF, che insieme formano la parola MET (morte). Questo indica che facendo beneficenza la persona si tiene vicina la vita e lontana la morte (il Gaon di Vilna)

ZADIK sta per Zadik, Il Giusto, riferendosi al Signore, Che è chiamato ZADIK VEYASHAR il Giusto e Retto - Deuteronomio 32:4.
La vera giustizia esiste solo in Dio ed è Sua parte integrante.
Il termine ZADIK (giusto) è anche usato per definire l'uomo che emula la giustizia di Dio, conducendo una vita intrisa di integrità e verità. (Tosafot Yom Tov).
Non tutti i tzaddikim sono sempre giusti. Quando Abramo perorò con Dio per salvare Sodoma grazie ai giusti che in essa vivevano, la parola è scritta ZADIKIM (giusti), senza la seconda YOD (Genesi 18:14).
Questo indica che i giusti che vivevano in Sodoma non erano giusti in assoluto, ma solo confrontati con la popolazione locale. (Kol Hatora’).
Torna su


[ history ]

KUF: pronuncia Q e K

La lettera KUF rappresenta santità e ciclo di crescita; allude alla KEDUSHA' (santità) (Shabbat 104a).
Il termine "Santità di Dio" porta il messaggio che Egli è illimitato, non è legato a nessun altro essere, non assomiglia a nient'altro o nessun altro, è senza limiti e senza forma. (Rambam, Ikkarim).
Dato che è illimitato, Egli permea di sé l'universo intero. (Bahir)

La santità implica che l'oggetto in discussione sia separato dalle altre faccende. Se un oggetto è sacro, significa che ha un grado di santità che ci proibisce di usarlo per i nostri piaceri quotidiani. Se una persona è santa, essa è ad un livello superiore delle altre. Dio è santo nel senso che nessun altro essere o cosa può essere comparata a Lui. (Kuzari)

Il valore di KUF è 186, lo stesso di MAKOM (luogo - onnipresente), uno dei Nomi Divini.
La lettera rivelata, KUF, consiste di una KAF ed una VAV, due lettere che hanno una ghematria di 26, la stessa del Tetragramma YOD-HE-VAV-HE.
La parte nascosta, VAV-PE, vale 86, la ghematria del Santo Nome ELOHIM (Dio) (Magen David)

La parola KUF significa anche scimmia.
Il fatto che questa lettera rappresenti sia la santità che un animale, è una parodia dell'umanità ed offre un importante spunto sul ruolo dell'uomo.
L'uomo è creato ad immagine di Dio, ed è solo un po' più in basso degli angeli. (Salmi 8:6).
L'uomo deve emulare Dio, anche se non potrà mai raggiungere la Sua santità.
Se l'uomo agisce in immagine di Dio il suo potenziale è illimitato. Ma se egli è solo una povera imitazione di ciò che l'uomo può fare, allora egli è solo un primate.
Così come una scimmia assomiglia ed imita l'uomo, meglio di qualunque altro animale, non potrà mai raggiungere il livello di un essere umano.
Torna su


[ history ]

RESH: pronuncia R

La lettera RESH rappresenta scelta tra grandezza e degradazione.
Il Talmud sostiene che la RESH sta per RASHA' (malvagio).
Nella Hagadà di Pesach uno dei quattro figli è il malvagio. Gli altri tre chiedono spiegazioni ai genitori "quando tuo figlio domanderà" (Deuteronomio 6:20), mentre il malvagio dice a suoi genitori "e quando i vostri figli vi diranno" (Esodo 12:26), in modo da disconoscere i comandamenti di Pesach.
Quando vi è fede, non ci sono più domande, quando non vi è fede non ci sono più risposte. (Chafetz Haim)

Sebbene la RESH allude al RASHA' (malvagio), essa contiene in sè la speranza per la sua redenzione.
La lettera RESH si può comparare ad un tubo piegato sul proprio asse, come una porta appoggiata al cardine.
Questo insegna che la persona malvagia si può girare verso la KUF - che rappresenta la santità - trovandosi così faccia a faccia con Dio.
La parola RESH (resh) significa ereditare, come disse Mosè ad Israele ALE' RESH (vai ed eredita la terra - Deuteronomio 1:21).
Ma le stesse lettere si possono leggere come RASH (povero) come in VELARASH EN KOL (il povero non ha niente - Samuele II 12:3).

La Kabbala dice che questi due termini contrastanti sono simboleggiati dalla forma della lettera RESH.
La lettera è come un corridoio attraverso il quale l'uomo può raggiungere il cielo. Se lo gestisce bene, ottiene il grado di elevazione spirituale, portando così benedizioni sulla terra. Se invece è così legato alle cose terrene da non poter fare il grande passo, egli diventerà povero di benedizioni. (Magen David)

La RESH e la DALET sono molto simili.
L'unica differenza tra le due lettere sta nell'angolo superiore destro: nella DALET esso è acuto, sporgente verso sinistra, mentre nella RESH è arrotondato.
La DALET simboleggia stretta fedeltà ai valori di Dio, mentre la RESH simboleggia idolatrie antiche e moderne, che si piegano facilmente alle mode.
Torna su


[ history ]

SHIN: pronuncia SH o S, a seconda che il puntino sia in alto a destra o in alto a sinistra

La lettera Shin rappresenta il potere divino ma anche la corruzione.
La SHIN è una delle più importanti lettere, perché rappresenta due Nomi di Dio: SHEDAI (Illimitato) e SHALOM (Pace).

La forma della lettera ricorda fenomeni naturali che sembrano sollevarsi verso il cielo, come a cercare Dio.
Ad esempio i rami di un albero, le fiamme del falò, o un campo di fiori.
Questo simbolismo si trova anche quando Mosè prega mentre Israele combatte Amalek.
La Torah ci dice che Israele prevaleva quando Mosè teneva alzate le sue mani (Esodo 17:11).
La SHIN è una silouhette di Mosè, con le due braccia larghe e la testa in mezzo. (Magen David).
Quindi, non erano i supposti poteri magici di Mosè a dare la vittoria, ma la EMUNA' (fede) con la quale egli ispirava il popolo di Israele a rivolgere i propri occhi verso HASHEM (il Nome). (Mishnah; Rosh Hashanà 3:8)
Nonostante il fatto che la lettera SHIN denota i Nomi Divini, quando essa si lega a KOF (scimmia - mimo stupido) ed a RESH di RASHA' (malvagio), forma insieme ad esse il SHEKER (falso). (Shabbat 104a)

Sebbene nell'alfabeto la SHIN compaia dopo la KUF e la RESH, essa (la SHIN) appare all'inizio della parola SHEKER (falso) perchè anche la più nefanda menzogna cerca sempre di travestirsi da verità, (Rashì, Numeri 13:27).

SHIN è correlata a SHEN (dente). (Otiot Rabbi Akiva)
La forma della SHIN ricorda un molare, che macina il cibo con le sue punte accuminate.
La parola SHIN (dente) è, a sua volta, legata a SHANAN (acuto).
Quindi VESHINANTAM LEBANECHA (ripeterai queste cose ai tuoi figli) - Deuteronomio 6:7), significa "insegna ai tuoi figli così intensamente che essi capiscano la Torah chiaramente e le sue parole saranno acutamente definite, oltre ogni dubbio. (Kiddushin 30a)
Torna su


[ history ]

TAV: pronuncia T

La lettera TAV rappresenta verità e perfezione.

Le lettere SHIN e TAV sono vicine nell'alfabeto, nonostante esprimano concetti opposti: SHIN sta per SHEKER (falso) e TAV sta per EMET (verità). (Shabbat 104a)
Contrariamente a molti altri casi, in cui è la prima lettera del nome a dare il significato, nel caso di EMET (verità), l'ultima lettera, TAV lega il nome al significato.
Questo allude alla natura della verità: anche se all'inizio essa pare essere meno attraente della falsità, alla fin fine la verità prevale.
La verità è eterna, ma quando le viene tolta la ALEF, che è il più piccolo valore di EMET (verità), allora rimane la MET (morte). (Maharal)

Tutte le lettere della parola EMET (verità) poggiano su basi solide, mentre le lettere della parola SHEKER (falso) - nella Torah scritta - poggiano su un punto solo, risultando così molto instabili.
L'idea espressa è che SHEKER EN LA RAGLAIM (le bugie non hanno gambe) (Tikunei zohar 475).
Da questo probabilmente deriva il proverbio "Le bugie hanno le gambe corte".

Il Midrash racconta di una conversazione tra il Creatore e gli angeli: Prima di creare Adamo, Dio, nella Sua modestia,si consigliò con gli angeli.
L'angelo chiamato HESSED (bontà) disse: "Crea l'uomo, così che possa fare buone azioni". EMET (verità) replicò: "Non creare l'uomo, perchè egli sarà pieno di distorsioni". TZEDEK (giustizia) disse: "Crea l'uomo, affinchè egli sia giusto". Per ultimo, SHALOM (pace) si oppose: "L'uomo sarà pieno di conflitti".
I Salmi descrivono questo dibattito con: "bontà e verità si cozzarono, giustizia e pace si incontrarono" (Salmi 85:11).
Dio decise a favore di chi appoggiava la creazione. (Rashi)
Egli prese EMET (verità) e la buttò a terra (Daniel 8:12).
In questo gesto le Milizie Celesti videro una degradazione della Verità. Esse dissero che l'esposizione ai mortali avrebbe messo in pericolo la Verità, e richiesero quindi nei Salmi (85:12) "la Verità germoglierà dalla terra verso il cielo".
La verità è così potente che prevarrà anche sulla terra, nonostante tutte le avversità. (Bereshit Rabbà 8:5)
Torna su



 All text is available under the terms of the GNU Free Documentation License. (See Copyright Policy for details.) 
© Open-Site Foundation, Inc.
Hosted by Android Technologies, Inc. the medical robotics news source.
Visit our sister sites dmoz.org | mozilla.org | chefmoz.org | musicmoz.org