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Il calendario giudaico ufficiale, che è lunisolare come il babilonese, ne ereditò le difficoltà, e dovette ricorrere a dei correttivi; i nomi dei mesi, mutuati da Babilonia, erano:
1 Nisan,
2 Iyyar,
3 Silvan,
4 Tammuz,
5 Ab,
6 Elul,
7 Tishri,
8 Mareshvan,
9 Kislev,
10 Tebet,
11 Shevat,
12 Adar.
Il mese iniziava quando la luna nuova appariva per la prima volta in cielo; la determinazione calendariale spettava al sinedrio, secondo le indicazioni date dagli osservatori del cielo, che fissava anche gli anni embolismali, il cui mese intercalare aggiunto alla fine dell’anno si chiamava II Adar.
Gli anni embolismali erano all’incirca ogni tre anni, e la durata del II Adar (29 o 30 giorni) andava determinata di volta in volta.
Il risultato era che ogni diciannove anni si avevano sei mesi intercalari.
La Pasqua cadeva il 15 di Nisan, che era il giorno in cui appariva la prima luna piena dopo l’equinozio di primavera.
L’anno iniziava di domenica, il giorno della creazione.
Questo calendario, per la sua somiglianza con quello babilonese e greco, era anche il più diffuso in Palestina, ma anche fuori.
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