|
Intorno d 3000 a.C. si sviluppa, nelle regioni del Liaodong e dello Shangdong (Cina nord-orientale) la cultura tardo neolitica di Longshan (3000-1700 a.C.), caratterizzata da una ceramica (prevalentemente utilizzata per fini rituali) nera, lucida, generalmente priva di decorazioni, la cui finezza si deve all’uso del tornio ed al miglioramento dei forni, più piccoli, così da controllare meglio l'immissione del calore.
Il colore nero è ottenuto cuocendo in atmosfera riducente e introducendo a fine cottura paglia bagnata che sprigiona un denso fumo, abbassando rapidamente la temperatura e affumicando la pasta.
Le tipologie formali più diffuse sono: contenitore per liquidi (lei) con manici e coperchio e scatola cilindrica con coperchio (he).
La grande abilità dei maestri artigiani cinesi, soprattutto nelle cosiddette "arti del fuoco" (bronzo, ceramica, ecc.), dove il controllo della temperatura è di fondamentale importanza per la riuscita dei manufatti, ha fatto sì che la ceramica neolitica fosse solo la prima fase di uno sviluppo ininterrotto che attraverso il perfezionamento delle tecnologie, soprattutto dei forni, porterà alla "scoperta" della porcellana ci; un prodotto, quest'ultimo, che si distingue da qualsiasi altro impasto ceramico sia per le temperature di cottura (fra 1280° e 1400°C), sia per le caratteristiche di durezza, compattezza, impermeabilità, traslucenza e biancore.
Il più antico esempio di proto-porcellana rinvenuto in Cina risale all'epoca della dinastia Shang (XVI-XI sec. a.C.) e consiste in un frammento di vaso con tracce di invetriatura verde chiaro.
In questo periodo nei forni a due camere già si poteva raggiungere la temperatura di 1200° C. e si verificava la formazione di una "coperta" di tipo alcalino, ovvero di quel rivestimento vetrificato che caratterizzerà la porcellana propriamente detta.
|