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La storia delle Arti Marziali Tradizionali la si può far iniziare con Bodhidarma (Da Mo) che, originario dell’India, estese il Buddhismo nei confini cinesi.
Ideatore di alcuni esercizi fisici, che avevano come obiettivo quello di aiutare i monaci che passavano la maggior parte del loro tempo in meditazione sedentaria, legò inseparabilmente il proprio nome a colui che diede l'avvio alle Arti Marziali Esterne.
Così come i buddisti hanno trovato in Bodhidarma il loro eroe leggendario, anche i taoisti hanno Chang San Feng, la mitica figura che diede origine agli Stili Interni.
Fu cosi' che mentre Bodhidarma viene identificato come l'ideatore dello stile Shaolin Chuan, Chang San Feng viene associato alla nascita del T'ai_Chi_Ch'üan.
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| Name |
Periodo |
Informazioni generali |
Argomenti di riferimento |
| Arti marziali |
XV secolo a.C. |
si trova per la prima volta traccia di una tecnica di lotta ancora primitiva, consistente nell'infilzare l'avversario con l'ausilio di un elmo provvisto di corna: GoTi o ChiaoTi. |
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VI secolo a.C |
la tecnica di lotta si raffina comparendo sotto i nomi di Shang Pu, Shuai Go, Shou Pu. |
Mille anni più tardi la tecnica terminerà di svilupparsi con l'apporto dell'invasione mongola, si avrà quindi Lung Hua Quan, più scientifica e più veloce, contenente prese studiate anteriormente al Ju Jitsu e Judo nipponico. Contemporaneamente si sviluppava il Qin Na o (Ch'inna): l'arte della chiave di braccio. Perfezionata dagli attuali stili di Kung Fu, integrate nelle loro tecniche, quest'arte detiene tutti i segreti per immobilizzare l'avversario. |
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I secolo d.C. |
Un certo Kwok Yee, avrebbe creato il primo stile di Kung Fu veramente "Schematizzato", eretto nel metodo: CHANG KUO CHANG ("l'arte della lunga mano" o la "boxe di lungo raggio"). |
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III |
un medico chiamato Hua To (ma potrebbe essere anche un personaggio leggendario) fece delle ricerche sistematiche, osservando i sistemi di combattimento di 5 animali: tigre, orso, cervo, scimmia e gru. Sono i gesti di combattimento che si ritrovano oggi nella maggior parte degli stili di Kung Fu, amalgamati in seguito a quelli di altri animali: serpente, topo, cavallo, mantide religiosa, drago ecc. |
Insieme alla pratica marziale si sviluppa un grande fermento sulle varie teorie e filosofie che sostengono queste pratiche fondendosi con la cultura, la religione, la filosofia e la medicina tradizionale. |
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VI |
giunge al monastero Shaolin Da Mo, o Daruma Taishi in giapponese (conosciuto anche come Bodhidharma); gli si attribuiscono gli esercizi fisici ideati per rinvigorire i monaci provati dalle lunghe meditazioni. Secondo alcuni, questi esercizi erano come le Asanas (posizioni) dello Yoga; secondo altri un'originale tecnica di combattimento: Shih Pa Lo Han Shou, "le 18 mani di Han", metodo anche conosciuto col nome di I Chin Chin o Eki Kin Kyo secondo le storie giapponesi di arti marziali. |
Bodhidharma era un monaco, forse di origine nobile, profondo conoscitore dell'arte indiana di Vajramukiti: tecnica di maneggio di armi, praticato dalle caste guerriere. Sul piano spirituale fu all'origine del Buddismo Chan (Zen in giapponese), una corrente di pensiero che darà un'impronta a tutte le arti marziali dell'estremo oriente. |
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XII |
Il generale Yao Wei ideò il sistema dell'artiglio dell'aquila |
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XIII |
l'eremita taoista Chan San Feng, che visse dentro Hopei, codificò le basi di quello che divenne il sistema interno del Kung Fu (Nei Jai), nel quale si ricerca il movimento dell'energia interna del corpo, piuttosto che la forza muscolare subordinata all'età. |
Dalle ricerche di Chan San Feng nasce il T'ai Chi Ch'üan. La provincia di Honan a causa della sua posizione geografica, fu il paese nel quale i maestri si incontravano, per questo nacquero degli stili o dei metodi di combattimento, che coglievano il meglio del Kung Fu interno e del Kung Fu esterno, che fa capo allo Shaolin Quan |
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XV |
il monaco Shaolin, Chuen Yuan revisionò l'antico sistema legato a Da Mo. L'ordinò in 72 tecniche; poi, insoddisfatto, cercò maestri di Kung Fu al di fuori delle mura monastiche: nel sud della Cina incontrò maestri come Pai Yu Feng e Li Chieng che accettarono di aiutarlo. Fu fatta una sintesi di 170 movimenti che diventarono la nuova base della scuola esterna conosciuta con il nome di Shaolin Chuan. |
Proprio in questo periodo, i monaci ebbero la reputazione di essere invincibili. |
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XVII |
quando regnava la dinastia Manciù (Ch'ing) dappertutto si svilupparono focolai contro l'oppressore. I monasteri, rifugio per i capi della resistenza, furono avversati dalla dinastia che disperse con la forza le comunità monastiche. Numerosi soldati dopo una sanguinosa lotta vinsero i pochi monaci guerrieri (la vittoria fu favorita da "infiltrati" che aiutarono le truppe ad entrare nel monastero). |
Solo pochi monaci sopravvissero alla distruzione di Shaolin, si parla di cinque o sette maestri che si rifugiarono altrove. Questi cinque esperti di Kung Fu assicurando la sopravvivenza dell'arte secolare e svilupparono, anche grazie ai loro allievi, gli stili come il Wing Tsun, il Choy Lee Fut, la Gru Bianca del Nord e la Mantide Religiosa (Tang Lang). |
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XVIII |
Attacato dalle truppe il monastero Shaolin, dopo una accanita resistenza si arrese e fu distrutto. Esistono comunque degli stili che non derivano dal tempio Shaolin, come ad esempio lo stile dell'ubriaco, lo stile della traccia perduta, lo stile dalle gambe elastiche (Ten Tui) ecc.. Attualmente esistono circa 400 stili di Wu Shu Kung Fu ma solo una quindicina possono considerarsi realmente differenti tra loro ed hanno una larga diffusione sia in Cina sia nel mondo intero. Molti stili sono molto simili ad altri pur avendo un nome proprio |
Dopo e durante la rivoluzione culturale comunista molti maestri si spostarono nei paesi vicini, Taiwan, Hong Kong e persino in America aprendo delle scuole e diffondendo il loro Wu Shu Kung Fu. |
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XIX |
Tung Hai Chuan crea nella regione di Pechino la scuola "interna" Ba Gua Jian (Pa Kua Chang). |
Dal 1912 al periodo di guerre civili in Cina nel corso delle quali il Kung Fu si sviluppò anarchicamente in seno alle società segrete, che si battevano contro tutto ciò che minacciava la civilizzazione cinese tradizionale, e all'interno dei gruppi militari (talvolta truppe mercenarie) per il bisogno dei terribili "Signori della Guerra": potenze locali senza legge né fede che stimolavano allenamento fisico dei loro mercenari. |
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1945: si conoscevano due grandi associazioni di Kung Fu su scala nazionale: l'Istituto Centrale di Boxe Nazionale e Cultura Fisica e l'Associazione di Boxe Cinese.
Dopo il 1949 le arti marziali ebbero evoluzioni differenti: nella Repubblica Popolare Cinese si diede risalto soprattutto alla cultura fisica; c'è il rilancio dell'"arte del pugno", come d'altre parte di tutti gli sports, considerati dal regime come eccellente mezzo di sviluppo fisico e morale della nazione.
La finalità del Kung Fu è cambiata. Gli sono preferite le forme di Wu Shu moderno, con esercizi terapeutici non destinati unicamente al combattimento reale.
Tuttavia rimmangono in Cina Popolare vecchi maestri, formidabili per efficacia, ma molto difficili da rintracciare in particolare in Cina, visto che gli stessi, di solito, sono contro il regime che uccideva le nobili tradizioni.
A Hong Kong e a Taiwan si è mantenuto fortemente l'orientamento originale del Kung Fu: per i "Si Fu" (maestri), fuggiti prima del regime comunista, vi sono rappresentati tutti gli stili ed è eccezionale il numero delle sale di trattenimento.
Questo succede anche nelle più importanti comunità cinesi nel mondo; soprattutto nella costa ovest degli U.S.A. e nella Malesia.
1980: la Repubblica Popolare Cinese sembra rivalutare l'aspetto combattivo delle arti marziali codificando una forma sportiva di combattimento chiamato SANDA che e' simile alla kick boxing dove è però anche possibile proiettare l'avversario.
E' molto diversa dal combattimento tradizionale del WU SHU KUNG FU.
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