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L’origine del popolo dei Celti è indoeuropea.
La parola celtico ha origine dal greco keltai che gli abitanti di Marsiglia, città fondata dai Focei, attribuirono ai membri di queste tribù belligeranti.
La loro prima area geografica europea di residenza è l’Europa centrale.
Tra il 3000 e il 2500 a.C. (secondo una teoria tra le più accreditate) in Oriente c’erano tre popolazioni indoeuropee: i Kurgan (per le tombe a tumulo che usavano) della zona del Volga - alto Mar Caspio, i Transcaucasici del Caucaso, i Nordpontini della zona del Mar Nero.
Queste popolazioni, in particolare i Kurgan, influenzandosi e mescolandosi tra loro fino alla fine dell’età del rame, eseguirono delle migrazioni in: Anatolia (Ittiti), in Mesopotamia (Arii), in Grecia (Macedoni e Micenei) e, in Europa centrale, in particolare tra la Boemia e la Baviera, dove ha avuto luogo la cosiddetta Cultura di Unetice (crocevia di popolazioni), particolarmente legata alla lavorazione dei minerali ed alla pastorizia (età del rame).
Da questa cultura hanno avuto origine anche gli italici, gli illiri ed i veneti.
La divisione tra queste popolazioni cominciò con l’inizio dell’età del bronzo e si perfezionò con l’età del ferro (la Boemia era ricca di ferro) e si implementò con l’addomesticamento della razza equina (la parola cavallo ha la stessa radice in tutte le lingue indoeuropee) e del bestiame.
Contemporaneamente nel nord europa, in particolare nella zona della Polonia, compare la civiltà dei Campi di Urne, di origine nordica, che prende il nome dal modo in cui seppellivano i loro morti.
La coda di questa migrazione orientale ebbe luogo con gli Sciti, nell’800 a.C., che si diffusero in Mesopotamia (originando prima la cultura caldea, di cui Abramo ne sarà un rappresentante, e poi quella assira che sarà dominante fino all’avvento dei Persiani), in Anatolia (ove erano presenti già i Frigi, i Lidi ed i Pontini), in Grecia, in Italia (dove dal 900 a.C. erano presenti gli Etruschi e ancora prima i Liguri e gli Italici) ed in Europa centrale (dove era presente la migrazione dei popoli del nord).
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Intorno al 4000 a.C. esisteva una civiltà, denominata di Atlantide, che abitava la zona del Baltico (che sarà nel medioevo luogo della Lega Anseatica), in particolare lo Jutland e la bassa Scandinavia.
Questa civiltà, racconta Erotodo, era particolarmente progredita.
Abile nella costruzione dei templi e degli stadi, aveva una certa esperienza nella navigazione.
Ciò è provato dalle costruzioni megalitiche dei menhir della Bretagna (Carnac), dell’Irlanda, del Galles e dell’Inghilterra (Stonehenge), dove nelle vicinanze è stato forse rinvenuto un probabile stadio per le corse equestri.
Tali costruzioni di dolmen avevano come scopo la guida agli astri, in cui tali popolazioni credevano.
A seguito di siccità, terremoti e carestie, questo popolo è migrato verso l’Europa centrale: la Grecia (dove c’erano le culture achea e micenea, che furono distrutte), l’Anatolia (dove erano presenti gli Ittiti, che distrussero intorno al 1230 a.C.), la Palestina (in cui hanno avuto origine le civiltà fenicia e semita) e l’Egitto.
Solo in Egitto furono respinti da Ramesse III intorno al 1178 e Tolomeo riuscì a neutralizzare la loro invasione.
(Gli egizi annoveravano, tra i popoli del mare, gli achei, i sardi, i danai, i teucri, i filistei, i misi, i siculi e i lici).
La coda della migrazione dei popoli del mare fu rappresentata dai Dori che si stanziarono in Grecia e nell'Egeo.
Questa migrazione è nota come quella dei popoli del mare, o anche dei Khreti e Plethi (Cretesi e Dori).
Per gentile concessione di: Paolo Pastore – Popoli Antichi
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